A 3 anni dalla rovinosa caduta la «Madonna protettrice» torna a essere visibile grazie al lavoro (gratuito) di Valentina Nieddu Domani (ore 10,30) la cerimonia Torna a sorridere la Madonna della Certosa, al Galluzzo. A tre anni dalla rovinosa caduta, l'immagine sacra da domani, dopo un attento restauro, sarà di nuovo visibile in tutta la sua confortante bellezza. Alle 10,30, sotto il tabernacolo posto a una trentina di metri dall'imbocco di via della Luigiana, avrà luogo una cerimonia alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. Abbiamo intervistato la restauratrice, Valentina Nieddu. In che condizioni era la Madonna quando è iniziato il restauro? Pessime, si vedevano solo le mani. Tutta la parte centrale era distrutta. Quando mia madre mi chiamò e andai a vedere, rimasi allibita. Sua madre? Perché? Perché noi siamo del Galluzzo, e mia madre fu una delle prime a vedere lo scempio, quel giorno del 2007. Andai, presi tutte le parti rotte e le portai in casa. Poi andai dai carabinieri a sporgere denuncia spiegando quello che era successo. E poi? Poi, essendo io una restauratrice e amando il Galluzzo e la Certosa, ho chiesto alla Soprintendenza di poter restaurare di persona, a titolo gratuito, l'opera. Il permesso mi è stato accordato e, dopo due anni di lavoro, intervallato con gli altri miei impegni professionali, ho portato a termine il restauro. Che tipo di Madonna è, quella restaurata? Si tratta della «Madonna protettrice di Firenze», terracotta invetriata su fondo dorato fatta mettere nel 1956 dalle autorità cittadine. L'opera, dello scultore Giorgio Lensi Orlandi Cardini, fu prodotta dalla Manifattura del Cardo d'Oro. Ci sono novità rispetto all'opera originale? Ho apposto una intelaiatura in vetro-resina, nuova, in modo che la Madonna sia più resistente. A farla cadere, non fu un atto vandalico ma la scarsa resistenza dei materiali. Emozionata? Sì, anche perché a questo tabernacolo sono legata dal punto di vista affettivo. Non si tratta solo di lavoro, ma di sentimenti. Mio padre, tra l'altro, è il gestore dell'antica Farmacia all'interno della Certosa.