Anche quest'anno con «Invito a Palazzo» si aprono le porte di sei palazzi storici solitamente chiusi al pubblico. Si tratta di sedi di altrettanti istituti di credito che vogliono far conoscere i capolavori custoditi al loro interno. L'itinerario potrebbe iniziare da Palazzo Altieri (piazza del Gesù, 49, tel. 06.77591443), recentemente restaurato e interessante non solo per l'architettura, ma anche per le opere che nasconde nelle sale oggi occupate dall'Abi e dalla banca Finnat. Progettato dall'architetto Giovanni Antonio De' Rossi, la costruzione venne ampliata ai tempi di papa Clemente X che ne fece una delle residenze più sfarzose della città. Alla fine del '700 divenne un importante cantiere del neoclassico romano e internazionale. Oggi è considerato un modello dell'architettura e del gusto artistico del barocco romano. Tra le meraviglie da scoprire passeggiando sotto le volte affrescate, merita particolare attenzione il sontuoso soffitto con l'«Apoteosi di Romolo» di Domenico Maria Canuti. A pochi passi di distanza si trova Palazzo de Carolis (via Lata 3, tei. 06.67078115), costruito tra il 1714 e il 1728 dall'architetto romano Alessandro Specchi, con le sale del piano nobile coperte da soffitti intagliati e ornati da un ciclo figurativo che rappresenta un documento fondamentale della pittura a soggetto profano de '700 romano. Sempre in zona si possono visitare Palazzo Verospi (via del Corso 374, tel. 06.77591443) e palazzo Mancini (via del Corso 271, tel. 091.6083122). Il primo risale al Rinascimento e fu residenza della nobile famiglia Verospi che la fece riccamente decorare nel '600. La loggia affrescata da Francesco Albani, restaurata nel 1959, è considerata uno dei migliori esempi dell'arte naturalistica e allegorica del '600. Il secondo è caratterizzato da una facciata a bugne lisce disegnata dal Rainaldi mentre le sale conservano frammenti di fregi seicenteschi e una singolare serie divedute romane attribuite a Bartolomeo Pinelli. Al secondo piano si sviluppa una galleria interna con soffitto a volta scandito da cornici in stucco che racchiudono affreschi con scene copiate dalle Logge di Raffaello ad opera degli studenti dell'Accademia di Francia. Spostandosi verso Campi de' Fiori si incontra un altro gioiello del barocco romano: la Cappella del Monte di Pietà (piazza del Monte di Pietà, 33, tel.06.67078115) con le pareti rivestite da marmi policromi, bassorilievi e stucchi. Progettata dall'architetto Giovanni Antonio De' Rossi, alla cui morte subentrò Carlo Francesco Bizzaccheri, la Cappella conserva anche molte sculture, tra le quali alcune realizzate da Domenico Guidi, Pierre Legros il Giovane, Jean Baptiste Théodon, Francesco Moderati, Agostino Cornacchini. L'itinerario si conclude con un palazzo moderno: quello della direzione generale della Banca nazionale del Lavoro (via Veneto 119, tel. 06.47027510) realizzato tra il 1934 e il 1937 da Marcello Piacentini secondo quell'idea di «tassello urbano» per cui gli architetti dell'epoca vedevano l'edificio come elemento urbano prima che architettonico.