Castellammare, in campo dodici associazioni culturali «Dopo i lavori il vuoto» CASTELLAMMARE. Rosa antico e bianco brillante. Quasi un cammeo che si distingue nel verde di un bosco ché ospita alberi antichi e rari. È il Palazzo Reale di Quisisana, pronto da due anni e in attesa di una inaugurazione. Per ora soltanto una location per caffè letterari, un concorso di bellezza, rassegne di jazz e a fine anno anche un evento speciale dedicato agli sposi che ha subito suscitato le ire delle associazioni culturali. 112011 potrebbe essere l'anno buono perla scuola universitaria di restauro e per il museo che dovrà ospitare la collezione archeologica stabiana che il critico d'arte Giulio Carlo Argan definì«la più bella raccolta esistente, seconda solo a quella dell'Archeologico di Napoli». Ma i lavori per ridare un volto al Casino reale sono stati bloccati per inadempienze burocratiche e contenziosi tra ditte, rallentati a causa del ritrovamento di mura non segnalate sulle piantine della Reggia, e nuovamente bloccati a causa di un crollo del muro borbonico situato sul lato posteriore dell'edificio. Tra alti e bassi il restauro è durato sei anni e dal 2004 sono stati spesi circa due milioni di euro. Fondi Cipe richiesti dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Catello Polito e poi sbloccati dal suo successore Ersilia Salvato. I lavori si sono concretizzati durante l'amministrazione di Salvatore Vozza ma il sindaco Luigi Bobbio taglierà il nastro. Un'opera imponente la cui paternità sembra essere oggetto di una contesa politica. Così un comitato formato da dodici associazioni culturali attive nella zona stabiese ha scritto al prefetto di Napoli Andrea De Martino per «salvare» la cultura e le origini della storica residenza dei Borbone. «Abbiamo chiesto più volte incontri a livello comunale, provinciale e regionale ma non c'è stato nulla da fare, così ci siamo rivolti direttamente al prefetto», dice Giampaolo Valitutti; il presidente dell'associazione Idea Città ma anche ex assessore alla cultura dell' amministrazione Vozza. «Ci auguriamo che egli riesca a capire per quale motivo il sindaco di Castellammare tace sulla Reggia: non ha cose da dire? Si sta lavorando per dare seguito agli accordi e onorare il finanziamento Cipe da 16 milioni di euro per il restauro dell'edificio? Si eviterà di ospitare nella Reggia manifestazioni che nulla hanno a che vedere con la storia e con le funzioni per la quale è destinata?» chiede polemicamente Valitutti. «Saremo ben felici di dialogare con il prefetto ed esporgli l'intero iter che ha portato al restauro della Reggia - replica l'assessore alla Cultura Antonio Coppola - ma tengo a precisare ché l'ex residenza reale non è un oggetto su cui dibattere politicamente. Stiamo lavorando quotidianamente per inaugurare al più presto la struttura che ospiterà la scuola di restauro dell'Università Suor Orsola Benincasa e il Museo Archeologico Stabiano». E proprio la scuola di restauro è stato il «pretesto» per rimettere in piedi quello che era diventato solo un rudere pericolante. I fondi Cipe, infatti, erano legati alla scuola universitaria e a quei soldi doveva aggiungersi un contributo della Regione. Ma la delibera che avrebbe contribuito all'avvio della scuola ètra quelle bloccate da Palazzo Santa Lucia. Intanto il primo bando per la ricerca di futuri restauratori è stato pubblicato sul sito web del Suor Orsola, ma i primi iscritti per il momento non potranno frequentare le lezioni all'interno della struttura stabiese. «Occorre che il collaudo sia completato - continua Coppola - il 15 settembre sono stati ufficialmente ultimati i lavori e si è immediatamente insediata la commissione per il collaudo». La quale secondo qualche indiscrezione potrebbe approvare l'agibilità alla Reggia con qualche prescrizione, qualche marmo da levigare e alcune infiltrazioni di acqua che l'anno passato hanno causato problemi. Intanto in calendario c'è soltanto una data: dal 28 al 30 gennaio i sontuosi saloni della reggia ospiteranno un evento dedicato agli sposi.
Castellammare. Quisisana, reggia senza futuro. Appello al prefetto
Il Palazzo Reale di Quisisana a Castellammare è stato costruito per due anni e attende l'inaugurazione. Tuttavia, i lavori sono stati bloccati a causa di inadempienze burocratiche e contenziosi tra le ditte. Il restauro è durato sei anni e ha richiesto circa 2 milioni di euro. Le associazioni culturali hanno scritto al prefetto per salvare la cultura e le origini della storica residenza dei Borbone. Il prefetto Andrea De Martino ha promesso di dare seguito agli accordi e di onorare il finanziamento Cipe da 16 milioni di euro. La scuola universitaria di restauro e il museo archeologico stabiano saranno ospitati nella Reggia.
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