Sorgerà all'Idroscalo. Alemanno: «Un grande poeta che appartiene a tutti» Sarà Gianni Alemanno, un sindaco di centrodestra a dedicare un museo a Pier Paolo Pasolini, icona scomoda della sinistra. Sorgerà all'Idroscalo di Ostia, a pochi metri dal luogo in cui lo scrittore-poeta fu ucciso il 1' novembre 1975, una notte senza luna. «Appartiene alla cultura della sinistra ma come tutti i grandi il suo profilo trascende l'appartenenza - ha detto Alemanno - è tempo che Roma gli dedichi un luogo e mi sembra adatto allo scopo. La Torre di San Michele a Ostia progettata Michelangelo». L'annuncio il sindaco di Roma lo ha dato ieri, in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, in occasione della presentazione del libro di Davide Desario "Storie Bastarde», anticipando le celebrazioni già previste per l'anniversario della morte dello scrittore di Casarsa. Il primo a lanciare l'idea di un museo, nel quasi lontano 2005, quando Roma era amministrata dalla giunta Veltroni, fu Massimo Consoli, nume tutelare della Comunità Gay. Ma mentre intorno alle stele eretta a memoria dello scrittore sorse un parco, curato dalla Lipu, l'antico torrione, una costruzione su 3 piani, rimase abbondata al degrado. Pasolini che piace a destra dà la cifra della sua trasversalità ma non è una primizia. Il primo a rivalutarle l'opera fu l'attuale assessore capitolino Umberto Croppi: dalle colonne del "Secolo d'Italia" ne tracciò un ritratto appassionato. Per molti suonò come una provocazione. La riqualificazione della Torre si accompagnerà al recupero più generale dell'Idroscalo. «Un riconoscimento all'impegno diffuso per le periferie da Pasolini, uno scrittore «che ha descritto le trasformazioni e il prevalere del lato consumistico». Per restaurare la Torre michelangiolesca serviranno circa 2 milioni di euro. Il Campidoglio per il momento ne ha stanziato solo uno, recuperando dagli investimenti previsti per la realizzazione del Porto turistico. L'Idroscalo, un luogo "magico", preda da sempre dell'abusivismo, ha custodito il "mistero" della morte di Pasolini per 35 anni. Per chiarire gli aspetti rimasti ancora oscuri il Comune di Roma, sulla spinta dell'allora assessore alla Cultura Gianni Borgna, nel 2005 si costituì parte offesa. La "privazione" di Pasolini come oltraggio alla città orfana del grande intellettuale. Intanto, é sempre ferma in procura, l'inchiesta aperta dal pm Francesco Minnisci che ha disposto il riesame dei reperti. Il risultato delle analisi condotte dai nucleo dei carabinieri dei Ris è stato secretato. Il mistero continua.