IL COMUNE si prepari a discutere di Piano strutturale nelle aule del tribunale: l'azzeramento dei terreni rimasti edificabili nelle carte del vecchio piano regolatore comporterà «una raffica di ricorsi da parte dei privati». E lo stesso principio dei «volumi zero» rischia di avere conseguenze negative sulla città in termini di aumento della rendita. Cioè dei prezzi immobiliari. E' il monito che arriva dall'Ordine degli architetti, che da ieri ha avviato l'esame del documento che disegnerò il volto della città per i prossimi 10-15 anni. «Esiste ormai una vasta giurisprudenza in Italia, su casi del genere: quando le amministrazioni cercano di modificare così gli assetti urbanistici, i privati tendono a resistere», dicono il neo presidente dell'Ordine Mario Perini, l'ex presidente Antonio Bugatti e il consigliere Simone Meniconi. In attesa di studiare nel dettaglio il Piano, gli architetti esprimono «preoccupazione per l'incertezza che si sta generando sull'attuale pianificazione urbanistica della città». Per il rischio ricorsi e anche per l'assunto fondamentale scelto dal sindaco Matteo Renzi: quello dei «volumi zero». «Un piano improntato al solo principio della riconversione degli spazi già esistenti rischia di veder schizzare alle stelle i valori degli immobili da recuperare, con un netto aumento del livello della rendita in città», sostiene l'ex presidente Bugatti. Ed è difficile «riqualificare le aree periferiche, operazione di cui pure c'è bisogno, a volumi zero: questo principio è stato scartato da tutte le città europee in favore di quello, più utile da un punto di vista urbanistico, della crescita contenuta. Perché la crescita zero è vista come un rischio». E se da una parte lo slogan dei «volumi zero» finisce per «richiamare l'attenzione di tutti», dall'altro le considerazioni critiche portano gli architetti a sostenere che il Piano appena licenziato dalla giunta di Palazzo Vecchio, «è un progetto a freno tirato per una città di fatto ferma da 20 anni». L'Ordine chiederà alla Regione di unificare i regolamenti edilizi, che oggi prevedono norme diverse da Comune a Comune.