I beni culturali ecclesiastici possono anche costituire un'opportunttà lavorativa se diventano meta di organizzati flussi turistico-religiosi, di attività didattiche per scuole e università, se su di essi vengono sviluppate attività di tutoraggio e di controllo. La diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti ci crede a tal punto da aver ideato, promosso e istituito il primo corso in «Tutor diocesano esperto dei beni ecclesiastici della Murgia». Lo ha fatto per «aiutare i giovani nello sviluppo di occasioni di lavoro», oltre che per valorizzare le numerose opere d'arte e architetture religiose di cui è ricca la Chiesa locale. Per dar vita al progetto e renderlo appetibile al mondo del lavoro, gli Uffici diocesani per i Beni culturali ecclesiastici, per la Pastorale del tempo libero e turismo, della Liturgia e il Progetto Policoro, hanno chiesto e ottenuto la collaborazione e il sostegno dell'ente culturale Abmc di Altamura, del Ministero per i Beni culturali, della Regione Puglia, della Provincia di Bari e dell'assessorato alla Cultura del Comune di Altamura. In 200 ore di lezioni, seminari, visite didattiche (a partire dal 22 novembre), saranno formati i primi venti allievi, dai 19 ai 35 anni, disoccupati o inoccupati, ai quali è richiesto il diploma di scuola media superiore. Numerosi i moduli didattici che saranno sottoposti agli allievi, sotto il coordinamento della responsabile dell'area docenti, Elena Saponaro: si va dalle nozioni generali di storia dell'arte a quelle sulla conservazione dei beni culturali e sulla loro gestione e legislazione; ma si studieranno anche la storia, l'arte e l'architettura delle chiese della diocesi, la teologia liturgica del tempo e degli spazi sacri, la sociologia del turismo, fino al marketing e alla comunicazione. «Da anni -spiega il vescovo di Altamura-GravinaAcquaviva delle Fonti, Mario Paciello - desideravo rispondere all'impulso dell'Ufficio Cei per i Beni culturali che invita le diocesi a creare progetti di valorizzazione dei beni locali. Nel nostro territorio, specie guardando ad Altamura e Gravina, i tesori artistici pur essendo di immenso valore, sono ancora poco sfruttati. Servono dunque - aggiunge il presule - persone qualificate che sappiano creare interesse e fare cultura in un ambito ricco di potenzialità». Non sono queste, tuttavia, le uniche motivazioni che hanno spinto il pastore a dare avvio al progetto: «Anche la nostra diocesi - dice Paciello -, attraverso il Progetto Policoro, vuole offrire un contributo alle situazioni di disagio lavorativo. Da noi ha gia funzionato un corso, giunto alla terza edizione, finalizzato a formare i giovani all'imprenditoria. Sono nate iniziative con ricadute interessanti sul territorio. Ci auguriamo di ripetere questa tendenza». Le domande di ammissione al corso dovranno pervenire in curia, ad Altamura, entro il 30 ottobre seguendo una modulistica scaricabile dal sito web www.diocesidialtamura.it.