ALTA, soffice, c'a pummarola 'n coppa: sono in molti a pensare che la pizza napoletana sia un'opera d'arte. E per qualcuno meriterebbe l'onore di un museo tutto suo. Ne è convinto il deputato foraste (e napoletano) Aldo Perrotta, che ha depositato alla Camera una proposta di legge per istituire il Museo della pizza napoletana, con sede, naturalmente nel capoluogo campano. Ma, evidentemente colto da sacro furore partenopeo, il cinquantacinquenne consulente aziendale eletto nel collegio Campania 1 nelle liste proporzionali, ha depositato come primo firmatario altre 13 proposte di legge per l'istituzione di altrettanti musei nella città del Maschio Angioino e dei due scudetti di Diego Armando Maradona: dalla produzione alimentare a quella vetraria; dalla ceramica ai vini; dalla pittura napoletana dell'Ottocento all'arte moderna; dalla canzone napoletana al Museo del mare; dall'arte orafa alla pasta alimentare; dal Museo del presepe alla flora e alla fauna del Mediterraneo, passando per il Museo della napoletanità. Il nome di Perrotta compare in altre quattro proposte di legge per l'istituzione di musei in Campania: accanto ad quello di un altro deputato forzista e campano, Ciro Cosentino, per l'istituzione del museo della mozzarella ad Aversa, della seta a Caserta e della moda a Positano. Al sodalizio con il parlamentare beneventano e forzista Antonio Barbieri si deve invece la proposta di legge per l'istituzione a Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, del Museo delle ceramiche di Cerreto Sannita-San Lorenzello. La lista dei musei che potrebbero sorgere in Campania non finisce qui: un altro Ciro, questa volta Bordello, anche lui campano e anche lui Forza Mia, ha depositato una proposta per far sì che a Torre del Greco (suo collegio elettorale) possa sorgere ù Museo dell'arte del presepe nella regione Campania In tutto si contano 19 iniziative legislative per arricchire la Campania, e soprattutto Napoli, di nuovi musei con l'obiettivo di porre l'accento sulle tradizioni culturali, artistiche e gastronomiche della regione, ma anche di far arrivare in Campania una pioggia di soldi; 171 miliardi di euro, pari a quasi 340 miliardi di vecchie lire. Ogni proposta di legge per l'istituzione dei musei, infatti, prevede un finanziamento di 6 milioni di euro per il primo anno di entrata in vigore della legge e di 3 milioni di euro per il secondo anno. La "febbre da museo" non ha risparmiato neppure Palazzo Madama, dove il senatore azzurro Antonio Girfatti, eletto in Campania, ha presentato tre disegni di legge per l'istituzione di un Museo civico a Pompei, di un Museo archeologico Oplonti a Torre Armunziata e di un Museo del corallo a Torre del Greco. Né dipinti, né sculture nel museo che vorrebbero istituire con due distinti disegni di legge i senatori Antonio Vanzo, della Lega, Tino Bedin e Paolo Giaretta, della Margherita, Maria Alberti Casellati di Forza Italia e Giuseppe Gaburro dell'Udc. Si tratta del Museo degli insetti e del Museo bacologico di Padova, che potrebbero trovare realizzazione entrambi in un'unica sede, quella dell'istituto bacologico del centro patavino, fondato nel 1871 da Vittorio Emanuele II, e fulcro di studi e ricerche del fenomeno della seta, dalla produzione della materia prima alla lavorazione, al consumo, il pezzo forte del patrimonio scientifico-culturale dell'istituto è rappresentato da una biblioteca di oltre 2000 volumi scientifici molti dei quali risalenti alla fine del 700. Oltre all'esposizione museale vera e propria, il progetto che procede parallelamente nei due ddl prevede un percorso naturalistico lungo il quale si .potrebbero ammirare i bachi da seta in allevamento, le api in attività dentro e fuori le loro arnie e, all'interno di una grande voliera naturale, mi-gliaia di farfalle di ogni specie. Un progetto che comporterebbe una spesa triennale di 6 milioni di euro. Nomi eccellenti, come quelli di Francesco Cossiga, Giulio Andreotti e Nicola Mancino, a sostegno del disegno di legge, primo firmatario il diessino Luciano Guerzoni, depositato a Palazzo Madama (ma ancora fermo nel cassetto della commissione Istruzione pubblica e beni culturali), per la realizzazione del Museo Casa natale di Enzo Ferrari a Modena. Una iniziativa che i recenti e reiterati successi della rossa di Maranello rendono ancora più attuale, per ricordare l'epopea dell'industria automobilistica di razza nel nostro Paese e l'avventura fantastica del 'Drake' Enzo Ferrari. Un progetto che si potrebbe realizzare a buon mercato, con una spesa di soli 3 milioni di euro in tre anni. E se la proposta presentata dalla deputala di Forza Italia Gabriella Mondello, eletta nel collegio di Chiavali, dovesse diventare legge, chi vorrà potrà saperne di più sul "vinacciere" sul "formaggiaio" o sul "surairu" Sono i nomi che, a seconda della funzione, assumeva il «leudo», una antica imbarcazione con il caratteristico albero inclinato verso prora e che veniva utilizzata, appunto, per trasportare il vino, oppure stivato di prelibate forme di formaggio. Di leudi oggi, ne sono rimasti solo quattro: il "Nuovo aiuto di Dio'; il "San Marco", il "Felice Marari" e il "Ferdinando Bregante". Quest'ultimo, costruito nel 1921 a Lavagna per la famiglia Bregante che commerciava vino e in seguito acquistato dal Comune, è stato restaurato ed attualmente è l'unico leudo navigante. Per far rotta verso la realizzazione del museo, la spesa sarebbe di poco più di 5 milioni di euro in due anni.