Biennale d'arte. Sgarbi illustra il Padiglione Italia: a Mestre 20 mila clic dal cellulare, sponsor Telecom Da Tintoretto ai blob di Ghezzi, gli spazi raddoppieranno Vittorio Sgarbi ha sempre dimostrato di non amare le convenzioni. Così, da curatore del Padiglione Italia della 54esima Biennale di Venezia 2011, rilegge a suo modo la definizione di arte contemporanea. «Non sono contemporanei i Bronzi di Riace? E il Cristo Morto di Mantegna non è attuale? Sono opere che parlano al presente - dice Sgarbi - Il mio Padiglione farà un'operazione investigativa sull'arte italiana dell'ultimo decennio, ma andrà anche alla ricerca di corrispondenze apparentemente lontane». Nel Padiglione ci saranno anche la proiezione dei Blob di Enrico Ghezzi e i disegni inediti di Enzo Cucchi. I nuovi spazi dell'Accademia ospiteranno i ritratti di Tintoretto, Tiziano e Lorenzo Lotto e le opere di due artisti del Novecento, Lucian Freud e Pier Luigi Pirandello. Nell'Arsenale, invece, Sgarbi cercherà di ricucire lo strappo tra arte contemporanea e intellettuali. «Voglio coinvolgere mille artisti talentuosi e creativi. Perciò non mi rivolgerò ai curatori. Chiederò a 150 pensatori (tra cui Bertolucci, Ozpetek, Tahar Ben Jelloun, Erica Jong, Giovanni Sartori, Paolo Mieli) di segnalare gli artisti che preferiscono. Così metteremo un po' di sale alla Biennale». Il Padiglione Italia raddoppia (da tre a seimila metri quadri) e coinvolgerà l'Accademia, la Ca' d'oro e Palazzo Grimani. «Apriremo anche gli spazi del Forte Marghera - aggiunge Sgarbi - con il progetto di Oliviero Toscani e Salvatore Settis: 20mila foto scattate con il cellulare per testimoniare la devastazione del paesaggio italiano». Sponsor Telecom. Una Biennale speciale che «nei 150 anni dall'Unità d'Italia vuole nel recuperare la centralità dell'arte», sottolinea il ministro Sandro Bondi. In contemporanea saranno realizzate mostre nei capoluoghi di regione (e altre città tra cui Verona). Unico neo? I costi. Ancora incerto il finanziamento del Mibac. «Bondi mi ha garantito un milione e mezzo», dice Sgarbi. Lolli Ghetti lo corregge: «Lo stanziamento non c'è ancora, dobbiamo ancora dare 500 mila euro alla Biennale architettura, costata 750 mila».