II progetto II curatore Sgarbi: «Basta con la mafia dei critici, apertura a chi merita» Il Padiglione Italia della Biennale di Venezia oltre che nei seimila metri quadrati dell'Arsenale, si allargherà in venti capoluoghi di regione e altre sette città Italiane di grande attrattiva turistica. Ieri la conferenza di presentazione con i ministri per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi e degli Esteri Fanco Frattini e con Vittorio Sgarbi, curatore dell'evento in programma nel 20.11.11 critico investigherà sulle produzioni dell'arte e degli artisti contemporanei dei primi dieci anni del XXI secolo, considerando il decennio d'apertura dei secoli come emblematico per lo sviluppo delle grandezze artistiche. Tra l'esposizione veneziana e il coinvolgimento di città, accademie, e ottanta Istituti Italiani di Cultura all'estero, saranno presentati circa 1200 artisti per pittura, scultura, ceramica, fotografia, design, grafica, video arte e gastronomia. Per sceglierli e selezionarli, Sgarbi si rivolgerà a 150 nomi eccellenti, da Bertolucci a Arbasino, Busi, Rasy, Furio Colombo, Paolo Mieli, fino agli «italianizzati» come Tahar Ben. Jelloun o Domenique Fernandez. Sia per ripri stinare quel rapporto tra letterati e arte interrotto da trent'anni, sia per dare un segno deciso contro la «mafia del mercato e dei critici che riservano la notorietà a pochissimi ignorando tutti gli altri». Porterà in alcuni palazzi veneziani il Museo della Mafia e della Follia, e nei nuovi spazi dell'Accademia di Venezia la mostra di Lorenzo Lotto messo a confronto con Tintoretto, Tiziano, Veronese e Cariani, a loro volta messi in relazione con due artisti delNovecento come Lucian Freud e Fausto Pirandello, perché «tutta l'arte è contemporanea, per la loro resistenza rispetto al tempo breve della nostra vita». Come si pagherà tutto l'ambaradam che ha messo in movimento? Sgarbi è ottimista: un milione e mezzo di euro sono il fondo base del ministero, un milione verrà dagli Istituti di Cultura esteri, 1 milione dalle Regioni.11 direttore generale Mario Lolli Ghetti, nominato commissario, lo corregge: «Lo stanziamento non c'è ancora. I 700mila euro per il Padiglione Italia non sono coperti e dobbiamo ancora dare 500mila euro allaBiennale diArchitettura». «Chiederò agli artisti ricchissimi, e ai galleristi, di pagare», chiosa.