Storie di rilancio creativo da Vicenza, Schio, Bassano del Grappa Formazione. A Caldogno i manager esplorano pratiche artistiche Moda. Treviso punta a diventare un punto di riferimento nel settore Il Veneto guarda alla ripartenza. E saranno l'arte, il design e il suo patrimonio culturale a fare la differenza Ne sono convinti in tanti, nella regione in cui la cultura del "fare", l'artigianato e la manifattura convivono coni capolavori di grandi veneti come Tiziano, Tintoretto, Palladio. E proprio l'architetto padovano del '500, che progettò capolavori come la Rotonda e il Teatro Olimpico, improntando di sé anche il paesaggio urbano americano, potrebbe diventare l'emblema di un rinnovamento diffuso. Nel 2012 la Basilica Palladiana di Vicenza ria-prirà, dopo un restauro costato 10 milioni, e la città coglie quest'occasione per ripensare il territorio in chiave contemporanea il masterplan affidato all'economista della cultura Pier Luigi Sacco punta a segnare la chiave di volta del cambiamento. «Il piano punta al rilancio della città attraverso la cultura, recuperando i valori del passato con lo sguardo al futuro - dice l'assessore alla cultura e all'urbanistica del comune di Vicenza, Francesca Lazzari -: i lavori prevedono non solo il restauro della parte palladiana, con il grande salone al primo piano destinato a mostre d'arte e design, ma anche il restyling dell'area circostante: la parte adiacente alla basilica, che ora ospita gli uffici del comune, avrà un ruolo strategico per le eccellenze locali. «La scommessa-spiega Pier Luigi Sacco - è fare in modo che il Veneto consideri il suo patrimonio artistico come una risorsa fondamentale per vincere la sfida dell'innovazione. Vogliamo trasformare la basilica in un laboratorio di attivazione di idee. Non si tratta di fare mostre dai grandi numeri, ma di creare le condizioni per una nuova generazione imprenditoriale: i futuri capi d'azienda potrebbero nascere proprio da settori culturali creativi come i nuovi media e il design». Ecco dunque che il masterplan, atteso a primavera 2011, prevede un vero e proprio "incubatore" d'impresa, con spazi pubblici, punti di lavoro e di rappresentanza per i giovani imprenditori della cultura. Intanto, Vicenza sta partecipando attivamente al grande cantiere messo in piedi da "Provincia italiana", evento collaterale alla Biennale di Architettura di Venezia'in corso. «È un laboratorio itinerante, che punta a "ripensare" il territorio veneto in chiave contemporanea e internazionale, partendo dalla cultura creativa», spiega Cristiano Seganfreddo, direttore, di Fuori-biennale e uno degli ideatori. Una quindicina i comuni coinvolti nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Vicenza: per tutti c'è l'occasione di partecipare a workshop e incontri con creativi, architetti e urbanisti internazionali,da Chus Martinez del Museo d'arte contemporanea di Barcellona, allo studio Onlab di Berlino, a Beltram Schulze, ad dello Spinneteri di Lipsia; a Riccardo Marini, design city leader di Edimburgo. Alla base c'è un lavoro capillare durato diversi mesi: il programma termina il 19 novembre, ma l'intenzione è quella di lasciare una traccia stabile. «In questa Italia che è, essa stessa, "provincia", il territorio non possiede una capacità strategica di progettazione - dice Seganfreddo - . Da qui l'idea di superare questo gap contemporaneo, creando occasioni per dialogare e lavorare insieme sulle problematiche del territorio, superando le piccole visioni locali». Così, Bassano del Grappa ha appena aperto l'Urban Center nel cuore della città, per ripensarsi, mentre Schio punta a trasformare il complesso di Fabbrica Alta, sede dell'ex lanificio settecentesco, in un'"alta fabbrica delle idee". Una "Kunsthalle" nell'area Lanerossi-Conte, destinata alla cultura tecnologica. Invece a Montorso, la palladiana Villa da Porto è divenuta una "fabbrica del sapere", dopo essersi rigenerata attraverso la danza, ospitando residenze per ballerini da tutto il mondo: qui si è appena tenuto un workshop di scrittura con Renzo di Renzo, direttore della Fondazione Claudio Buziol, e l'autore veneto Marco Franzoso. Anche Treviso, con il corso di laurea sulla moda, dello Iuav, punta a diventare un centro di riferimento per il fashion e il design; infine, l'arte contemporanea permea l'attività di C4-Centro culturale contemporaneo di Caldogno, specializzato nella formazione avanzata dei manager. Per stimolare una visione creativa delle cose anche in azienda. Una ricerca dello Iuav di Venezia mette in diretta relazione la capacità innovativa di un territorio con la vicinanza dei cittadini alla cultura: più le persone accedono in maniera "attiva" alle pratiche culturali (musica, teatro, arte, letteratura così via) e più alto è il tasso di innovazione collettiva. Un po' come dire che la cultura crea una precondizione favorevole all'innovazione. Così, ad esempio, la candidatura del Veneto (e dell'intero Nord-Est) a capitale della cultura nel 2019, assume un rilievo importante per la stessa storia dello sviluppo del territorio. Ne sono consapevoli intellettuali, imprenditori, operatori, creativi che stanno lavorando a questo progetto ispirato al modello della tedesca Ruhr: con 53 comuni e oltre 5 milioni di abitanti l'ex distretto minerario e dell'acciaio è diventano capitale della cultura nel 2010 insieme con Istanbul e la città ungherese Pécs. Per il Veneto, questa è un'occasione per far muovere ancor più il territorio sui temi dell'innovazione creativa. Le esperienze sul campo ci sono già, in un'ampia articolazione. Realtà in progress, come i diversi progetti di riqualificazione del patrimonio artistico-culturale e post industriale in atto, ad esempio, a Montorso, a Schio, a Valdagno, accanto a motori propulsori di innovazione, come l'associazione Fuoribiennale, nata ne12004 come piattaforma che cerca di legare insieme territorio, imprese e la parte creativa della contemporaneità, e la Fondazione Buziol che promuove il confronto fra giovani designer e artisti e mondo delle aziende. Ora si tratta di creare una vera infrastruttura culturale che sostenga lo sviluppo. I beni artistici realtà in movimento Fondazione Claudio Buziol Attiva a Venezia dal 2008, a Palazzo Mangilli-Valmarana è dedicata all'imprenditore scomparso Claudio Buziol che ideò il marchio Replay. Svolge un'attività di promozione dei giovani soprattutto nell'arte e nel design, attraverso incontri, residenze di artisti, workshop. Ex inceneritore di Valdagno. Diventerà uno spazio culturale multimediale, destinato a 360 gradi all'innovazione. Il progetto è in fieri e si rifà all'esperienza di Ars Elettronica center, che ha trasformato la città austriaca di Linz, da polo industriale,in un centro di riferimento internazionale della cultura tecnologica. C4-Centro cultura contemporanea Caldogno. Nato nel 2006 è un punto di riferimento per la relazione tra imprese e contemporaneità: l'obiettivo è la formazione avanzata dei manager attraverso l'arte per stimolare la capacità creativa.