Il nuovo piano casa sarà il grimaldello per una revisione dell'urbanistica regionale. Quel piano che fino ad oggi è rimasto sostanzialmente sulla carta perché non ha trovato riscontri e interesse, non ha creato nuova occupazione, non ha fatto aprire i cantieri, sarà sottoposto a una radicale revisione. È l'idea dell'assessore regionale Marcello Taglialatela che è stato chiamato dall'Ance Salernitana a discutere della riqualificazione urbana sul territorio locale. Taglialatela ha annunciato modifiche sostanziali alla normativa regionale. A cominciare dai percorsi oggi complessi sul rilascio dei certificati sismici. Tagliatela punta anche ad incentivare la «rottamazione» delle attività produttive in aree pericolose e la delocalizzazione delle costruzioni in zone a rischio-dissesto idrogeologico. Grande attenzione, ha annunciato l'assessore, sarà riservata nella nuova formulazione normativa anche agli interventi di social housing, finalizzati a dare un tetto alle classi sociali meno abbienti, oltre 150 le richieste fino ad oggi arrivate. «Bisogna snellire percorsi e adempimenti e sfruttare le risorse finanziarie esistenti a livello comunitario - ha detto il presidente dell'Ance Salerno Antonio Lombardi - che giacciono inutilizzati: il Governo minaccia di avocare a sé per destinare ad altri scopi. È intollerabile che nel 2010 si discuta ancora di investimenti del Por 2000-2006 e che i fondi del programma 2007-2013, a due anni dalla scadenza programmatica, siano stati utilizzati per il 4 e impegnati per il 19. Com'è altrettanto intollerabile che in Campania per avviare un'opera pubblica occorrano, dall'avvio del progetto all'apertura del cantiere, 1280 giorni. Il fabbisogno abitativo nella nostra regione è stato quantificato in 350 mila alloggi». Sugli emendamenti alla legge, gli interventi dei presidenti degli ordini di architetti e ingegneri Cuomo e Zambrano. Proposte per le abitazioni rurali e i sottotetti annuncia il consigliere regionale Giovanni Fortunato. E l'assessore provinciale all'Urbanistica Marcello Feola boccia - ritenendola tagliata sulle specificità del territorio napoletano - la norma del Piano Casa regionale che prevede la riqualificazione delle aree dismesse («A sud del comune di Salerno - ha detto - non ne esistono»).