Favilla a Roma a difendere l'anfiteatro di piazzale Verdi LUCCA. La decisione non è ancora stata presa. A Roma, il comitato dei tecnici del ministero dei Beni culturali non si è sbilanciato sul progetto di realizzazione di un anfiteatro per spettacoli in piazzale Verdi, bloccato dalla Sovrintendenza locale. E non lo farà neppure in tempi brevi, visto che il Comune ha sommerso i professionisti con le carte di tutti i piani di riqualificazione del centro. Nell'attesa, comunque, l'amministrazione va avanti con la gara d'appalto per il progetto che porta la firma dell'architetto tedesco Hans Kollhoff, arrivato a Roma per difendere l'arena degli spettacoli. Alla quale - assicura il sindaco Mauro Favilla - il Comune non ha alcuna intenzione di rinunciare, perché ritiene infondate le questioni sollevate da Italia nostra nell'esposto inviato alla Sovrintendenza. Tanto per cominciare - precisa il sindaco - il monumento ai Caduti della grande guerra non viene demolito, ma solo spostato in una posizione (sulle Mura) nella quale diventerebbe anche più godibile; inoltre il Comune è in possesso anche del nulla osta della Sovrintendenza ai beni archeologici di Firenze che secondo la Sovrintendenza lucchese ai beni culturali mancherebbe, rendendo la pratica del progetto di piazzale Verdi incompleta. Insomma, Favilla dice di aver smontato a Roma le ragioni per le quali la Sovrintendenza lucchese avrebbe revocato il nulla osta a questo piano, rilasciato (con un permesso collettivo) a febbraio dal dirigente oggi in pensione. «Il ministero - conferma Favilla - deve aver chiaro che il progetto di piazzale Verdi non può essere estrapolato dal Piuss del centro storico: ne è parte integrante, rappresentando il nuovo biglietto da visita della città anche per i turisti e risolvendo uno dei problemi annosi di Lucca, che è la mancanza di uno spazio grande (più del Giglio) per la musica di qualità». Quindi anche questa operazione - che consente lo spostamento del terminal bus fuori dalle Mura - deve andare avanti come il recupero della ex Manifattura o della Cavallerizza. «Come abbiamo fatto presente al comitato tecnico - insiste Favilla - abbiamo le carte in regola per realizzare questo progetto. La Sovrintendenza lucchese, fra l'altro, non sapeva neppure che noi eravamo già in possesso del decreto di approvazione del piano da parte della Sovrintendenza ai beni archeologici. Alla fine della nostra esposizione mi è sembrato che anche il comitato tecnico del ministero abbia capito l'importanza del progetto e che abbiamo seguito tutte le procedure di legge». L'associazione Italia nostra e la Sovrintendenza, chiamate ad esporre le ragioni dell'esposto e della decisione di revocare il nulla osta al progetto di riqualificazione di piazzale Verdi, sostengono il contrario. Ma Favilla ribadisce che debba essere eliminata «l'aiuola spartitraffico che oggi si vuole spacciare per monumento ai Caduti. Anche il professor Kollhoff (che ha contribuito alla riqualificazione di Potsdamer platz di Berlino) ha sottolineato che non si può lasciare così quella parte di città solo perché in quel modo è stata pensata in passato. Il monumento ai Caduti si deve presentare come un luogo dove le persone vanno volentieri, deve essere arioso. Allo stesso modo, l'anfiteatro degli spettacoli renderebbe più vitale e più bella una zona della città che oggi non lo è».