La Normale come presidio della Costituzione. Una Scuola di élite, di uguaglianza e di merito. E la cultura come motore centrale del Paese. È quanto hanno sottolineato, a più voci, il presidente Napolitano, il direttore uscente della Normale Salvatore Settis, il suo successore Fabio Beltram (assumerà l'incarico il primo novembre) e il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Quest'ultimo, parlando attraverso un videomessaggio al teatro Verdi per il Bicentenario della Scuola, ha commosso la platea ed è stato lungamente applaudito. «E' un tempo ingrato che viviamo, percorso da un senso di smarrimento e disorientamento - ha detto Ciampi. Da tempo mi vado convincendo che la natura della crisi è culturale e perciò va ricercato nella cultura l'elemento precursore, un motore di civiltà per superarla». «C'è una sostanziale inefficacia - ha aggiunto - degli strumenti messi in campo per affrontare la crisi delle radici "del male", che non affondano solo nell'economia, delle variabili economiche che misurano la febbre ma che non danno la diagnosi. Dunque ci vuole più cultura, che è avere possesso dei mezzi per configurare il futuro coniugando passato e presente, solo la cultura può suscitare le spinte necessarie per percorrere strade nuove, per creare un nuovo 'homo faber'. È una sfida che chiama in campo sia la cultura umanistica che scientifica». Parole efficaci anche quelle di Settis. «È un grande onore - ha detto - e un grande privilegio poter celebrare la ricorrenza del Bicentenario alla presenza del Capo dello Stato: e lo è non solo per la dignità del suo altissimo ufficio ma anche per la forza morale e culturale del messaggio di fedeltà alla Costituzione che il presidente Napolitano instancabilmente ripete al Paese». Settis ha richiamato l'articolo 34 della Carta, che sancisce il diritto dei cittadini «capaci e meritevoli» di «raggiungere i gradi più alti degli studi», e stabilisce l'obbligo di «rendere effettivo questo diritto con borse di studio (...) ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso». Tale principio si collega alla libertà d'insegnamento e all'autonomia delle università di cui all'articolo 33, e si innesta con forza sui principi fondamentali che sono il cuore e il lievito della Costituzione: democrazia e sovranità popolare, i legami inderogabili di solidarietà sociale, il «pieno sviluppo della persona umana» (art.3), lo «sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica» (art.9). «La storia della Scuola - ha detto Settis - è improntata a questi principi: lo è stata nel passato, e deve esserlo nel futuro. In coerenza con la Costituzione, il perimetro entro il quale si è sempre mossa la storia istituzionale della Normale è segnato da tre bandiere, da tre fedeltà: il bene comune, l'uguaglianza e il merito».
PISA. Ciampi: la cultura motore di civiltà. E Settis richiama i princìpi della Costituzione
Il presidente Napolitano, il direttore uscente della Normale Salvatore Settis e il suo successore Fabio Beltram hanno sottolineato l'importanza della Normale come presidio della Costituzione e come scuola di élite, di uguaglianza e di merito. Carlo Azeglio Ciampi ha parlato attraverso un videomessaggio al teatro Verdi per il Bicentenario della Scuola, commuovendo la platea e ricevendo applausi. Ciampi ha detto che la natura della crisi è culturale e che la cultura è il motore centrale del Paese. Ha anche sottolineato l'importanza della cultura umanistica e scientifica per suscitare le spinte necessarie per percorrere strade nuove e creare un nuovo 'homo faber'.
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