Il giudice sequestra alla moglie un rudere riedificato a Ispica: "Abusi edilizi" Il fabbricato già nel 2004 era stato oggetto di lavori poi interrotti da un primo provvedimento giudiziario finito in prescrizione Secondo i magistrati non si tratta di semplice manutenzione. Lui replica "Su diecimila case abusive lunica regolare è la mia" MODICA - Il decreto porta la firma del gip Patrizia Di Marco. Sequestro preventivo per la villa che il presidente della Regione Raffaele Lombardo tenta da dieci anni di costruire su un terreno a trenta metri dal mare di Ciriga, bellissima spiaggia sulla strada Marza-Pachino. Siamo in territorio di Ispica, a un passo da quel demanio devastato in modo selvaggio da un abusivismo edilizio dilagante. Lo stesso che, ora, i magistrati della competente Procura di Modica ipotizzano a carico del governatore, o meglio della moglie Saveria Grosso, firmataria della "denuncia di inizio attività" presentata il 22 giugno scorso con la quale riteneva di poter costruire sul quel terreno nel quale insisteva un rudere del quale oggi non cè più alcuna traccia. «Manutenzione straordinaria del fabbricato» si legge nel cartello piazzato fuori dal cantiere al quale gli uomini della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza di Pozzallo hanno apposto i sigilli in esecuzione del sequestro ordinato dal giudice che ha accolto la richiesta del procuratore Francesco Puleio. Ma lipotesi dei magistrati inquirenti è che i lavori siano andati ben al di là del recupero di un rudere e che si sia invece demolito il preesistente e costruito ex novo secondo un progetto firmato dallarchitetto Sebastiana Messina di Ragusa. Da qui liscrizione della moglie di Lombardo nel registro degli indagati della Procura di Modica e il sequestro preventivo del cantiere nel quale, negli ultimi mesi, gli operai della "Mediterranea edile" lavoravano giorno e notte, forti anche delle autorizzazioni che il governatore aveva ottenuto dalla Regione. Al di là del cancello in ferro battuto che al chilometro 12,400 della strada Marza-Pachino delimita la proprietà del presidente della Regione si vede già una villa definita. Circa settanta metri quadri, una struttura rettangolare di mattoni, il tetto a spiovente per metà realizzato. Non esattamente il vecchio rudere sulle fondamenta del quale già nel 2004 Lombardo aveva cominciato a costruire prima di essere bloccato da un primo sequestro preventivo motivato dalla mancanza di alcune autorizzazioni necessarie, a cominciare dal nullaosta della Capitaneria di Porto il cui pronunciamento è previsto per tutte le opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo, come appunto il terreno di proprietà del presidente della Regione. Mancava il nullaosta della Capitaneria, ma anche quello della Soprintendenza dei beni culturali altrettanto necessario visto che la costruzione insiste nella riserva naturale "Pantani della Sicilia" sottoposta a vincolo archeologico. E così, dopo linchiesta aperta allora dalla Procura di Modica, il Comune di Ispica emise unordinanza di sospensione dei lavori e il cantiere si fermò. A settembre di quello stesso anno un perito nominato dallo stesso Lombardo comunicò linizio dei lavori di demolizione del basamento in muratura. Che invece è rimasto al suo posto per molti anni, fino alla "morte" naturale del procedimento per abusivismo edilizio per avvenuta prescrizione del reato. Cosa che, naturalmente, portò al dissequestro dellarea. Il caso della villa abusiva (ancora non costruita) di Lombardo finì nel 2008 nel dossier sullo stato delle coste siciliane di Legambiente. Ma esaurito quel procedimento e ritornato in possesso del suo terreno, il governatore non ha certo rinunciato a farsi la villa. Ha solo cambiato nome. Per chiedere (questa volta sì) le autorizzazioni necessarie, ha usato il nome della moglie, Saveria Grosso, alla quale ha donato la proprietà. Cambiata nel frattempo la legislazione sul demanio, non ha dovuto più rivolgersi alla Capitaneria di porto per avere il nullaosta, ma allassessorato regionale al Territorio e ambiente che non ha avuto niente da obiettare alla costruzione a trenta metri dal mare, così come la Soprintendenza ai beni culturali di Ragusa. Tutto a posto, insomma, riprendendo così a costruire con quella semplice denuncia di inizio attività che va bene solo in caso di restauro dellesistente. Cosa che, evidentemente, a giudizio dei magistrati di Modica non è quello che sta facendo Lombardo. Qualche giorno fa, intercettato a Catania alla festa del Pd dal freepress Sud, Lombardo così rispondeva sulla sua casa di Ispica: «Anche lì sono vittima di un sopruso. Mi dispiace dirlo con tanta sicumera, ma lì tra diecimila case lunica regolarissima è proprio la mia». I suoi legali hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame.
SICILIA - Sigilli alla villa al mare di Lombardo: "Abusi edilizi"
Il giudice ha sequestrato alla moglie del governatore Raffaele Lombardo, Saveria Grosso, un rudere riedificato a Ispica. Il giudice ha dichiarato che i lavori non erano una semplice manutenzione, ma un abuso edilizio. Il sequestro preventivo è stato ordinato dalla Procura di Modica. Il governatore Lombardo ha iniziato a costruire la villa a Ispica nel 2004, ma i lavori sono stati fermati da un primo sequestro preventivo motivato dalla mancanza di alcune autorizzazioni necessarie. Il terreno dove si trova la villa è di proprietà del governatore e la moglie Saveria Grosso ha presentato una denuncia di inizio attività per costruire la villa.
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