LUCIANO Anceschi e il libro senza fine, Andrea Emiliani e la Pinacoteca «illuminata», Leo de Berardinis e il suo teatro in mezzo agli uomini. E poi Federico Fellini, Luigi Squarzina, Pupi Avati, Renzo Renzi, Eugenio Riccomini, Luciano Anceschi e Luciano Canfora. Oltre cinquanta uomini di cultura che raccontano di sé e delle loro visioni, «una parola dopo laltra» raccolte negli ultimi trentanni dalla rivista «IBC» diretta da Ezio Raimondi ed edita dal 1985 dallIstituto per i beni culturali della Regione Emilia Romagna. E nato un libro, Una parola dopo laltra, appunto. Un volume, edito dalla Bup, che raccoglie interviste e conversazioni pubblicate sulle pagine di «IBC». «E lesito di trentanni di rapporti intessuti dallIstituto con lo sguardo verso orizzonti lontani», dice Valeria Cicala, caporedattore della rivista con Vittorio Ferorelli. Loro hanno raccolto il testimone da Orlando Piraccini e Flavio Niccoli e continuato la tradizione di una rivista che è stata palestra di scrittura per i giovani, il modo per raccontare la complessità del patrimonio culturale emiliano e romagnolo. La sfida è riassunta dallo stesso Raimondi nella prefazione: «Raccontare ambiti particolari oltrepassando i confini disciplinari». Un libro, quello proposto, di ri-lettura di pensieri non invecchiati dal tempo, di dialoghi che ancora possono avere significato oggi. Interviste ancora attuali, come quella a Giuseppe Campos Venuti e a Dino Gavina. Idee e suggestioni da non disperdere. I redattori, selezionando i testi, si sono divertiti ad associare ad ogni intervista una parola invitando i lettori a fare altrettanto. Allintervista a Zygmunt Bauman, il teorico della società liquida, è stata associata la parola «durevolezza». Per Federico Fellini la parola scelta è «attesa». (ilaria venturi)