SIENA Quell'arco sulla parete est proprio non doveva esserci. Era strano, alieno dalla struttura della cappella e i resti deturpati degli affreschi della volta sembravano scomparire ingoiati dalla parete atipica. Così i restauratori hanno aperto una fessura nel muro, hanno tolto i mattoni e lentamente, da un passato di quasi 700 anni, sono apparsi segni e colori, figure e volti. Affreschi rimasti imprigionati per secoli e anche per questo salvati dal tempo. La scoperta, che sarà presentata ufficialmente martedì prossimo, è avvenuta nella Cappella del Manto nel complesso del Santa Maria della Scala di Siena, l'ex ospedale medievale oggi museo a due passi da Piazza del Campo. La cappella è un ambiente ricco di suggestioni costruito per ospitare alcune reliquie orientali giunte a Siena nella seconda metà del XIV secolo. Quando il muro è crollato, il primo ad uscire fuori dall'intonaco è stato il cappello rosso di San Geronimo, un dottore della chiesa. Poi, poco più sotto, è apparso il volto barbuto di Sant'Ambrogio. Al centro del mantello del santo una spilla a forma di stella sulla quale è raffigurato il volto di Cristo, nella mano sinistra un coltello con la punta appoggiata su un libro. «L'emozione è stata fortissima spiega Massimo Gavazzi, capo restauratore ci siamo trovati davanti a pitture eccezionalmente conservate e allo stesso tempo di rara bellezza. Gli esecutori hanno usato tecniche sofisticate per il tempo, come la punzonatura del fondo per creare un effetto rilievo e anche l'uso di metalli preziosi, forse oro». Sotto l'affresco è stata trovata una piccola struttura architettonica di gesso. «E' un tabernacolo, lo stesso dipinto in un affresco del 1444 di Domenico Di Bartolo spiega Anna Carli, rettore del Santa Maria della Scala . Fino ad oggi si credeva che quel particolare fosse un'invenzione del pittore, oggi abbiamo la conferma che esisteva davvero». I restauratori hanno rintracciato anche la firma degli artisti, Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero, e la data di esecuzione: 1370. «Fino ad oggi si pensava che Cristoforo e Meo fossero pittori minori dice Alessandro Bagnoli, ispettore della sovrintendenza di Siena e direttore artistico dei cantieri di restauro ma la bellezza di questi affreschi li proietta verso altre dimensioni. Esiste un rapporto molto stretto tra la loro pittura e quella dei grandi padri del Trecento, come Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti. Questo ritrovamento, eccezionale, riscrive la storia della pittura senese». I restauri sono solo all'inizio e altre sorprese sono attese. Almeno il 50 per cento della parete deve essere liberata dall'intonaco e i lavori, finanziati dalla Fondazione Monte dei Paschi, continueranno. Dice il sindaco di Siena Maurizio Cenni: «La scoperta, eccezionale, non ci sorprende, perché l'antico ospedale è uno scrigno di tesori. Ecco perché il Comune ha investito 80 milioni di euro per il recupero dell'intero complesso». Marco Gasperetti museo LO SPEDALE Lo spedale di Santa Maria della Scala di Siena è citato per la prima volta in un atto di donazione del 29 marzo 1090. E' stato istituito dai canonici del Duomo come uno dei tanti luoghi situati lungo la via Francigena per dare accoglienza ai pellegrini e assistenza ai poveri e agli ammalati. La funzione ospedaliere testimoniata attraverso il ciclo di affreschi del Pellegrinaio LA CASA DELL'ARTE Santa Maria della Scala ebbe un ruolo rilevantissimo anche in campo culturale. Lo testimonia l'enorme tesoro di opere d'arte qui lasciato da quasi tutti i grandi artisti senesi, tra cui, in particolare, il Vecchietta. M vasto complesso (350 mila metri cubi) e considerato il terzo polo artistico della città con il Palazzo Pubblico e la cattedrale
E dietro il muro spuntò un tesoro del '300
In Siena, i restauratori hanno scoperto affreschi di 700 anni fa nella Cappella del Manto del complesso del Santa Maria della Scala. La scoperta è stata fatta quando sono stati rimossi i mattoni di un muro che si era formato sulla parete est della cappella. Gli affreschi, che erano stati nascosti per secoli, mostrano figure e volti, tra cui il volto di Cristo e quello di Sant'Ambrogio. I restauratori hanno anche trovato una struttura architettonica di gesso, un tabernacolo, che era stata dipinta in un affresco del 1444. La scoperta è stata fatta con tecniche sofisticate e ha rivelato che gli artisti che hanno creato gli affreschi erano di alta qualità.
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