L'ingegnere civile Gennaro Miccio, 58 anni, è il nuovo responsabile della Soprintendenza dei Beni architettonici e paesaggistici per le province di Avellino e Salerno, con sede a Salerno. Subentra all'architetto Giuseppe Zampino, in pensione dal primo ottobre. Contemporaneamente sono stati nominati anche i nuovi responsabili delle Soprintendenze Archeologica e dei Beni storici, artistici ed etnoantropologici che sono, rispettivamente, Adele Campanelli e Maura Piacciau. L'ingegnere Miccio è nato ad Avellino, da madre avellinese e padre salernitano, e qui risiede stabilmente da ventidue anni. Ha quasi sempre lavorato nella provincia di Salerno, curando tra l'altro il restauro e la ristrutturazione della Certosa di Padula, delle Cattedrali di Salerno, di Pavia e di Cremona, della Badìa di Cava dei Tirreni, il recupero e il rifacimento dei musei napoletani di Capodimonte, con particolare riguardo alla Pinacoteca, di San Martino, di Villa Pignatelli, della Villa Floridiana e de Musei archeologici di Napoli e di Paestum. Ha curato anche i Musei diocesani di Salerno e di Avellino. Attualmente è impegnato a Firenze nella direzione del progetto «Grandi Uffizi». Miccio, è una sorta di ritorno a casa. Qual'è l'importanza delle risorse architettoniche e paesaggistiche delle province di Avellino e Salerno? «Tra le due province c'è uno squilibrio con una maggiore presenza disiti monumentali e storici a favore di Salerno. Per questa ragione è mio proposito avere un'attenzione in più per la provincia di Avellino, dove ci sono dei centri storici di grande interesse che possono essere recuperati all'antico splendore. Penso soprattutto alla ricchezza architettonica e paesaggistica che caratterizza i borghi dei percorsi dei vini». Che cosa può e merita di essere valorizzato in Irpinia? «Ad Avellino manca il monumento eccezionale, ma ci sono siti che nel loro complesso, sia dal punto di vista architettonico che da quello ambientale e paesaggistico, hanno peculiarità particolari su cui puntare, previa intesa con l'amministrazione locale per individuare gli usi compatibili con la natura degli stessi e con le ipotesi di sviluppo economico del territorio. Nella città capoluogo il Carcere Borbonico e il Castello possono diventare risorse strategiche. Lo stesso vale per il Casino di caccia dei Caracciolo e per l'intero complesso del Loreto». Quali sono le maggiori criticità con le quali dovrà subito misurarsi? «Sono prevalentemente di natura economica,dovute alla carenza dei flussi ordinari del ministero e dei contributi degli enti preposti come la Regione. Ci sono, poi, problemi anche di gestione quotidiana a causa della cronica carenza di personale per mancanza di ricambio. Il blocco delle assunzioni ha fatto saltare due generazioni di professionisti. E l'assenza di forze giovani priva il settore di stimoli e di linfa vitale, oltre che del naturale terminale dell'esperienza degli anziani». Le prime iniziative che ritiene di poter e dover mettere subito in campo? «I prossimi martedì di fine mese nei siti monumentali sarà assicurata l'apertura serale per visite gratuite con lo svolgimento di manifestazioni culturali all'interno di essi. A Salerno abbiamo già un accordo con il Conservatorio per serate musicali e rappresentazioni teatrali alla Certosa di Padula e nei monumenti della città capoluogo. È mia intenzione attivare al più presto iniziative analoghe anche alCarcere Borbonico di Avellino e in altri siti dell'Irpinia. Sarà mia cura, inoltre, assicurare una maggiore presenza ed incisività della Soprintendenza nella provincia di Avellino e nella città capoluogo».