Ecco come il Comune riuscirà a guadagnarci Biglietto unico, così sono ripartiti gli incassi Definito l'accordo tra Palazzo Vecchia e il ministro Bondi. Sulla «Firenze Card» il profilo del David L'annuncio sarà dato dal ministro Sandro Bondi in persona e comprenderà l'intero pacchetto degli accordi Firenze-Roma sul versante cultura: dai musei al Maggio Musicale, dal Teatro della Pergola alla Biblioteca Nazionale. La nuova pax è attesa a giorni e al centro ci sarà la «Firenze Card» che, neanche a dirlo, è contrassegnata dal profilo del tanto conteso David di Michelangelo. Dopo lunghissima contrattazione, ministero dei beni culturali e Palazzo Vecchio hanno definito come ripartirsi i 50 euro del costo della city card Iva compresa pari a 8,3 euro che permetterà ai turisti di accedere a tutti i musei del circuito cittadino, metropolitano e provinciale, comunali, statali e provinciali. Nell'arco di 72 ore durata della card si potrà avere inoltre libero utilizzo del mezzi del trasposto pubblico locale. Se i visitatori potranno usufruire di tutto questo e di molto altro ancora, Palazzo Vecchio spera di rimettere insieme un po' di soldi per la manutenzione ordinaria della città. Ma alla fine dei conti, la fetta della torta non è poi da scorpacciata. Ben 32,24 euro andranno infatti nelle casse del Polo museale fiorentino che ha richiesto il cento per cento degli introiti degli Uffizi, il 60 degli ingressi a Boboli, il 30 di Palazzo Pitti e il 70 della Galleria dell'Accademia. Verrebbe da pensare che la rivendicazione del sindaco Renzi sulla proprietà del David alla fine è valsa il 30 degli incassi dell'Accademia. Per ogni card va inoltre riconosciuto al Polo museale il rimborso di una prenotazione per Galleria degli Uffizi o Accademia. All'Ataf andrà 1,28 euro a tessera mentre Palazzo Vecchio si terrà più o meno 6 euro. Il concetto è: più card il Comune riuscirà a vendere e più guadagnerà. La soglia minima per entrare in quota utili è 25mila. Si parte con la sperimentazione fino a dicembre 2011, con un lancio massimo di 100mila «Firenze Card». Da un punto di vista "societario" il Comune è l'ente capofila del progetto ed è anche colui che si accolla il rischio d'impresa. Sotto il profilo operativo il funzionamento tecnico della card è assegnato a Linea Comune spa, di cui l'amministrazione di Palazzo Vecchio detiene 1'80 del pacchetto azionario. A condividere il «sistema card» e a firmare la convenzione sono però numerosi soggetti: prima di tutti il Ministero dei beni culturali, rappresentato sia dalla sua Direzione regionale, sia dalla Sovrintendenza speciale per il polo museale fiorentino. Ci sono poi la Camera di Commercio che ha coperto il progetto con ben 227mila euro; e la Provincia di Firenze con un impegno di spesa di 30mila. Oltre a musei e trasporti, i possessori della card potranno usufruire di agevolazioni e sconti promossi da tutti gli operatori pubblici e privati che avranno sottoscritto una convenzione con i capofila dell'iniziativa. In ogni caso i soldi delle card saranno incassati da Linea spa che li verserà al Comune, il quale successivamente riverserà la parte spettante ai musei statali. In un primo momento la tessera dai mille utilizzi si potrà comprate agli Uffizi, a Palazzo Pitti, a Palazzo Vecchio, alla Cappella Brancacci e al Museo Bardini, anche se si sta già lavorando per l'acquisto on line. Insieme alla card è previsto un piccolo kit informativo che oltre a contenere l'elenco di tutti i musei convenzionati, comprenderà materiali promozionali, percorsi di visita, itinerari della città e luoghi di particolare interesse. Tutto è pronto, si parte quando il ministro Bondi dà il via. Il kit informativo Con la card è previsto un kit informativo che oltre all'elenco dei musei convenzionati, comprenderà materiali promozionali, percorsi di visita, itinerari della città e luoghi di interesse.