Sotto la statua di Cavour, nell'omonima piana, c'è uno scrigno segreto, rinvenuto nei lavori per il parcheggio: la cassetta sarà aperta oggi da Alemanno. A piazza Cavour, proprio in mezzo ai giardini, dal 1895 c'è un monumento: la statua in bronzo del conte Camillo Benso, opera di Galletti, lì posizionata si dice come una sorta di «sfida» al Vaticano (tutto il quartiere Prati, d'ispirazione piemontese, pare sia stato concepito con quella logica), alla presenza della famiglia reale dei Savoia. Poi, come è proprio i1 caso di dire, di acqua sotto i ponti del Tevere, e di fronte al vicino Castel Sant'Angelo, ne è passata veramente tanta. Roma è stata capitale del Regno d'Italia, sede del governatorato fascista, città aperta e medaglia d'oro della Resistenza contro il regime di Mussolini, di nuovo capitale ma stavolta della Repubblica. La statua di Cavour è rimasta tutto questo tempo lì, muta. Davanti ai suoi occhi, il conte ha visto passare generazioni di romani: quelli che A vanno ai giardini a prendere aria, quelli che comprano i libri alle vicine bancarelle, quelli che --- in epoca più recente si infilano nel cinema Adriano. Normale routine, fino a che un evento straordinario ha scombussolato i piani dell'uomo che fece l'Unità d'Italia: il parcheggio della piazza a lui intitolata, la stessa opera che ha creato più di un malumore a palazzo di Giustizia perché ha rischiato di mettere in serio pericolo le fondamenta del «Palazzaccio». Senonché, proprio da quei lavori, è saltato fuori un mistero e quel mistero sarà svelato oggi, all'ora di pranzo, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno e del sovrintendente ai Beni culturali Umberto Broccoli: la statua di Cavour, per oltre un secolo, ha custodito un segreto. Uno scrigno, una cassetta misteriosa, apposta lì nel 1895, come era consuetudine: quando si dedicava un monumento ad un uomo illustre, si lasciava sempre qualche ricordo. Una sorta di «testamento», composto magari da una pergamena, da qualche moneta, da degli scritti Potrebbe essere la trama de «Il simbolo perduto», ultimo libro di Dan Brown e invece è Roma, nel 2010.