I restauri e l'appello Dionigi Tettamanzi ha invitato i milanesi a sostenere il Duomo «Servono fondi per restaurare la casa di tutti» Dal cardinale Dionigi Tettamanzi è arrivato ieri «un invito a tutti i milanesi» e agli amministratori pubblici «a sentire il Duomo come la loro grande casa e ad interessarsi ai suoi problemi, anche di carattere gestionale ed economico». «Custodirlo e valorizzarlo» come «simbolo più bello della nostra città». Soprattutto guardando al 2015, all'appuntamento dell'Expo che porterà a Milano l'«attenzione internazionale» con «milioni di ospiti provenienti da tutto il mondo». «Ha centrato il problema», commenta soddisfatto il direttore della Veneranda Fabbrica. Alessandra Coppola Evoca «pietre vive», l'arcivescovo Dionigi Tettamanzi, l'edificio della Chiesa come simbolo della comunità dei credenti. Ma parla pure di guglie, marmi, struttura concreta: pietre vere che hanno bisogno di «delicati e costosi lavori» per essere restaurate. L'omelia di ieri, terza domenica di ottobre che celebra la Dedicazione del Duomo di Milano nel 1577 con la benedizione di San Carlo Borromeo, diventa «invito» a «tutti i milanesi», amministratori pubblici esplicitamente chiamati in causa, «a sentire il Duomo come la loro grande casa e ad interessarsi ai suoi problemi, anche di carattere gestionale ed economico». «Custodirlo e valorizzarlo» come «simbolo più bello della nostra Città», guardando agli appuntamenti vicini: la giornata mondiale della famiglia nel 2012 e soprattutto l'Expo nel 2015, che porteranno a Milano l'«attenzione internazionale» con «milioni di ospiti». «Mi chiedo auspica Tettamanzi se arrivando in piazza Duomo e varcando le sue porte troveranno una Cattedrale completamente restaurata e capace, come è nella sua natura, di "stupire il mondo". Come non pensare continua l'arcivescovo a un Duomo consolidato in tutte le sue guglie, ripulito della coltre del tempo negli interni e restituito al chiarore dei suoi marmi, dotato di luci e suoni tra i più innovativi e avveniristici, nuovamente accompagnato al fianco dal suo Museo, riaperto al pubblico e magnificamente riallestito?». «Ha centrato il problema» commenta soddisfatto l'ingegnere Benigno Mörlin Visconti, direttore di quella Veneranda Fabbrica del Duomo, nominata nell'omelia per la sua «encomiabile opera» nonostante i «ristrettissimi mezzi a disposizione». «Si fa adesso un gran parlare del restauro della grande guglia (che regge la Madonnina) e del riallestimento del Museo, i due lavori in corso, sottolinea l'ingegnere , ma Tettamanzi ha ragione a richiamare l'attenzione anche su altro: ci sono la manutenzione delle guglie, il rinnovamento della pavimentazione, addirittura fa riferimento all'impiantistica elettrica...». Tanti interventi che sarebbero necessari, pochi soldi già insufficienti per i restauri avviati. I conti dicono che per grande guglia e Museo serviranno alla fine 18 milioni di euro, ne sono stati stanziati 3,7 tra Regione, Provincia, Comune e ministero dei Beni culturali per il 2010, e di questi concretamente non è arrivato ancora alla Veneranda Fabbrica neanche un centesimo. L'appello va a tutti: a partire dalle istituzioni e dagli enti pubblici, fino alle società private e alle associazioni di cittadini. L'ha raccolto ieri sera il presidente della Provincia, Guido Podestà: «Mi spinge a promuovere ulteriori azioni». Qualche risposta era già arrivata nei mesi scorsi: la Camera di Commercio ha promesso una donazione cospicua, per esempio, i tassisti dell'8585 hanno raccolto 10 mila euro. C'è ancora bisogno. «Ognuno può dare il suo contributo dice Mörlin Visconti è necessaria una raccolta fondi capillare».