Convegno celebra la firma della convenzione europea di 10 anni fa Gli spot pubblicitari e le scenografie dei film hanno certificato che Firenze e la Toscana hanno sfondi da cartolina e da pellicola. Nel senso che il loro paesaggio, sia quello della campagna tipo mulino bianco, sia gli squarci cittadini riportati su tutti i libri di storia dell'arte, è fra i più suggestivi al mondo. E allora niente di più naturale che proprio in Palazzo Vecchio, il 20 ottobre del 2000, sia stata firmata la Convenzione europea del paesaggio. E ancora più naturale che domani e domani l'altro, martedì e mercoledì, i più alti esponenti del Consiglio d'Europa tornino nel Salone dei Cinquecento per celebrare il decennale dell'evento e per tirare un lusinghiero bilancio: sono 32 i Paesi che hanno ratificato la Convenzione e che l'hanno tradotta in legge dello Stato. Un'appendice è prevista per stamani, nell'Aula magna dell'Università, in San Marco, dove sono previsti interventi dell'ex soprintendente Mario Lolli Ghetti e di Anna Marson, rigida e per nulla permissiva assessore all'urbanistica della Regione Toscana. Martedì, invece, trasferimento in Palazzo Vecchio per un seminario sulla Convenzione che, spieghiamolo subito, prevede non solo norme di tutela per il paesaggio e l'ambiente, ma anche suggerimenti per la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale e costituisce, una forte spinta per il turismo culturale. Certamente nel caso di Firenze, ma possiamo ricorrere anche a un altro esempio significativo: la via Francigena, che entra in Toscana dal Passo della Cisa e prosegue per 400 chilometri fino al Lazio, attraversando borghi e medievali e un affascinante paesaggio. Il rischio nascosto nella Convenzione e, in maniera più sottile, nella celebrazione del suo decennale? Che si parli tanto, che si mettano insieme tante belle intenzioni ma che poi, alla fine, si sacrifichino molti principi sui tavoli delle necessità e delle convenienze, soprattutto economiche. E allora servono gli impegni governativi. Che saranno ribaditi, mercoledì, dal ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, dal presidente della Regione, Enrico Rossi, dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Con la partecipazione della dottoressa Gabriella Battaini Dragoni, direttrice generale all'educazione, cultura e patrimonio, gioventù e sport del consiglio d'Europa. Insieme alla quale parteciperanno Jean-Francois Seguiin, presidente della Conferenza sulla Convenzione europea del paesaggio, e Maguelonne Dèjeant-Pons, capo della divisione del patrimonio culturale, del paesaggio e della pianificazione del territorio naturale. Infatti, il contenuto della Convenzione prende in considerazione tutti i tipi di territorio: spazi naturali, rurali, urbani e periurbani. Riconoscendo in egual misura i paesaggi eccezionali e quelli degradati. Tutti da mettere al riparo da eventuali, e talvolta sconsiderate, esigenze di sviluppo.
Bondi e Renzi allo stesso tavolo per Firenze capitale del paesaggio
Ieri sera, nella Sala dei Cinquecento del Palazzo Vecchio, è stata firmata la Convenzione europea del paesaggio, che celebra il decennale della firma del 2000. La Convenzione ha 32 Paesi che l'hanno ratificata e tradotta in legge dello Stato. Il suo scopo è tutelare il paesaggio e l'ambiente, valorizzare il territorio e il patrimonio culturale, e promuovere il turismo culturale. Il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, hanno promesso di ribadire gli impegni governativi.
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