a. gall. IL GIORNO dopo il via libera dei privati, la battaglia attorno alle aree di Expo non è finita. Perché adesso lo scontro si sposta sul post-2015. E sulle migliaia di metri quadrati (oltre 400mila) di costruzioni che potranno sorgere al posto dei padiglioni dopo la chiusura dell' Esposizione. «Una colata di cemento», per il Pd. Che annuncia «barricate in aula» per fermarla, quando la variante che trasformerà i terreni da agricoli a edificabili sbarcherà presto in consiglio comunale. «Faremo di tutto per contrastare la strada ipotizzata da istituzionie proprietari- attacca il capogruppo Democratico a Palazzo Marino Pierfrancesco Majorino- Non crediamo che Expo debba generare, a spese del contribuente, una Milano 4». Ma Letizia Moratti, adesso, cerca di guardare avanti: «Proseguiamo il nostro lavoro - dice - verso un ulteriore traguardo che contiamo di raggiungere a breve». Il "sì" di Fondazione Fiera e gruppo Cabassi alla sua richiesta di concessione delle aree, sostiene, «è un risultato per Expo, non per me». Con quelle lettere dei proprietari in mano, il sindacocommissario volerà a Parigi il prossimo martedì per rassicurare il Comitato esecutivo del Bie. Con lei ci sarà l' amministratore delegato della società di gestione, Giuseppe Sala. Ma anche Roberto Formigoni. Che, nonostante la "tregua" firmata in vista dell' esame del Bureau, continua a essere gelido sul comodato. Con quelle lettere inviate giovedì sera, per Palazzo Marino la questione è chiusa. I terreni sono a disposizione. Ma le condizioni, a cominciare dalla cifra che i privati dovranno mettere per contribuire ai costi delle infrastrutture, è ancora tutta da stabilire. Nelle tre pagine di risposta dei Cabassi, il riferimento diretto «alla contribuzione dei proprietari alle opere di urbanizzazione e infrastrutturazione all' interno del sito» c' è. Ma quanto dovrà essere? Cinquanta milioni come si era deciso lo scorso luglio o 120, come chiedeva la Regione? Non solo. Nella lettera, il gruppo riepiloga tutti i passaggi e gli accordi siglati negli anni: da quello del 2007, che apriva la strada al comodato, fino all' avvio dell' iter dell' accordo di programma del 2008 e all' ultima variante urbanistica. Un modo per riportare le istituzioni al rispetto dei patti presi. Anche Fiera ha chiesto garanzie sui parcheggi per il polo di Rho-Pero e la funzionalità dei padiglioni fieristici. Basterà a convincere Roberto Formigoni? Ieri, il presidente ha tagliato corto: «Dobbiamo continuare a lavorare per garantire al meglio la riuscita dell' intero evento». Quelle lettere, adesso, il Pirellone le farà valutare dai propri legali. Gli stessi che avevano messo paletti precisi per assicurare l' interesse pubblico. Il governatore, ieri, ha pranzato con il sindaco. Ma un nuovo vertice a tre, anche con Guido Podestà, è annunciato per lunedì: è allora, alla vigilia di Parigi, che è annunciata anche una conferenza stampa congiunta. Proprio il presidente della Provincia, ieri, cercava di chiudere la querelle: «Adesso mi auguro che la pianificazione dell' evento torni a essere inquadrata in un' ottica non sfasata dall' eccessiva attenzione riservata ai terreni. Ricordo che ci sono 12 miliardi di infrastrutture finanziate». Alle «barricate» del Pd risponde il presidente della commissione comunale Expo, l' europarlamentare del Pdl Carlo Fidanza: «Sono un pezzo di campagna elettorale e non saranno utili alla città». Quello con i privati, dice «è un risultato positivo». Nonostante ammetta: «Avrei preferito una tutela ancora maggiore dell' interesse pubblico».
MILANO - La sfida del Pd sui terreni Expo Barricate in aula contro il cemento
Il Pd ha annunciato di fare barricate in aula per fermare la concessione delle aree di Expo, ma la variante che trasformerà i terreni da agricoli a edificabili sbarcherà presto in consiglio comunale. La Fondazione Fiera e il gruppo Cabassi hanno firmato un accordo con il sindaco, che prevede la concessione delle aree e la realizzazione di infrastrutture. Tuttavia, la questione della contribuzione dei proprietari alle opere di urbanizzazione e infrastrutturazione è ancora da stabilire. Il presidente della Provincia ha cercato di chiudere la querelle, ma il Pd continua a essere gelido sul comodato. La conferenza stampa congiunta tra il governatore, il sindaco e il presidente della Provincia è annunciata per lunedì.
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