Addio ai maxicartelloni che oscurano l'orizzonte, multe anche alle società pubblicizzate se si affidano a installazioni abusive. Ecco le le ultime dal Campidoglio contro "affissione selvaggia". Spesso sono la prima cosa che salta agli occhi quando guidi o semplicemente passeggi sulle strade di Roma. Sono i cartelloni, enormi, larghi sei metri e alti tre. In totale, secondo i calcoli del Campidoglio, in tutto il territorio sono 6.676 e fanno parte del grande pentolone - apparentemente incontrollabile fino a tre anni - dei 60 mila cartelloni seminati nella città. L'assessorato al Commercio, diretto da Daniela Valentini, si è messa al lavoro, ha completato il censimento e ha scoperto che i regolari sono solo 18 mila. Altrettanti, negli ultimi anni sono stati demoliti. Ora si sta compiendo il nuovo passo: convertire i 6.676 maxi-cartelloni, in cartelloni dall'impatto meno forte. In pratica: tutti i 6 per 3, dovranno diventare 4 per 3. Lo ha annunciato ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, la stessa Valentini, che ha spiegato le varie tappe dell'operazione (che coinvolge anche i 6 per 3 di proprietà del. Comune, che sono in totale 236): dal 25 novembre si parte nei municipi I, II, III, VI, IX, XVII, per un totale di 906 impianti che dovranno essere modificati entro il 31 dicembre. Le altre tappe, che riguardano via via, tutti i municipi, si svilupperanno fino al 30 giugno 2005 quando a Roma, se le promesse e le premesse saranno mantenute, non ci sarà più nessun 6 per 3. In questa operazione che vuole riportare serenità in un settore in passato interessato da casi clamorosi di illegalità, di cui si è occupata pesantemente anche la procura della Repubblica, ci sono poi altri tasselli che stanno per essere rimessi posto. Il primo: sul sito Internet del Comune, gradualmente, viene pubblicizzato non più solo l'elenco degli illegali, ma al contrario quello delle società e dei cartelloni in regola. Esaminando le relative coordinate, il semplice cittadino o anche i vigile urbano che deve fare i controlli è in grado di capire se il cartellone pubblicitario che ha di fronte è regolare o meno. Il secondo: entro il 20 ottobre le imprese che lavorano nel settore devono presentare un progetto di "impianti tipo", che dovrà essere approvato dall'Ufficio tecnico del servizio affissioni. Addio tubi e impalcature, sarà necessario attenersi ad alcuni criteri di tipo strutturale (per esempio gli elementi verticali non potranno essere più di due), costruttivo (esclusi legno, lamiere, vetroresina e plastica, i materiali dovranno essere ecompatibili). Il terzo: le società pubblicitarie, per ottenere l'autorizzazione, devono comunque dimostrare di avere demolito eventuali cartelloni abusivi di proprietà, ma soprattutto di avere pagato eventuali pendenze arretrate. Questo consentirà, secondo i calcoli del Campidoglio, di recuperare una cifra compresa fra i sette e gli otto milioni di euro. «Tutto questo avviene - ricorda l'assessore Valentini- mentre il consiglio comunale si appresta ad approvare il regolamento generale. Intanto, voglio sottolinearlo, continua a ritmi sostenuti la demolizione degli abusivi. E diversamente dal passato vinciamo tutti gli eventuali ricorsi al Tar presentati dalle ditte». Ultimo punto: le sanzioni. La società di pubblicità proprietaria del cartellone abusivo, deve farsi carico delle spese dell'operazione di rimozione. Ma c'è una novità in più: anche la società pubblicizzata viene chiamata a pagare una sanzione di 1.300 euro. Per chi deve pubblicizzare il proprio marchio, diventa così utile consultare l'elenco dei "cartelloni legali" su Internet. Nuove regole per le immagini sui monumenti E i teloni pubblicitari che ricoprono i monumenti durante i lavori di restauro? Ieri mattina l'assessore Daniela Valentini ha affrontato anche questo tema: la linea su cui si continua a lavorare è quella di rafforzare il dialogo con le grandi società che in cambio della pubblicità contribuiscono economicamente agli interventi. In particolare, per le piazze di pregio le integrazioni apportate dalla giunta alla delibera, prevedono che il messaggio e l'immagine debbano essere presentati preventivamente al vaglio del Campidoglio e della sovrintendenza. «Eviteremo così immagini inadatte ad apparire nei luoghi più belli di Roma - spiega l'assessore al Commercio, Daniela Valentini - Anche se è necessaria una buona dose di flessibilità in questa materia. Il centro storico di Roma non è paragonabile a quello d'altre grandi città, abbiamo un ricco patrimonio da conservare. E questo richiede ingenti risorse finanziarie. Non c'è niente di male nel ricorrere anche alla pubblicità per ottenere questo obiettivo. Serve flessibilità, tutelando, però, anche l'immagine del nostro centro storico».