a tagliolo monferrato le nuove strategie per il dolcetto Docg Gli esperti: più cura del paesaggio per rendere il prodotto vincente bruno mattana «In un contesto di globalizzazione sempre più generalizzato, gli ampi spazi dei nostri territori monferrini costituiscono un valore aggiunto sotto il profilo ambientale, climatico, paesaggistico che sviluppa economia». Nessun dubbio da parte dell'assessore provinciale alla Pianificazione Territoriale, Gianfranco Comaschi, nell'intervento di avvio alla conferenza programmatica "Il paeaggio crea il valore del vino", svoltasi ieri mattina nel salone di rappresentanza del millenario castello di Tagliolo, nell'ambito della manifestazione "Sapori d'Autunno". Dunque paesaggio che valorizza il vino e in simbiosi capaci di promuovere il turismo. «L'Unesco - ha sottolineato ancora Comaschi - dopo vari sopralluoghi ci sta ancora guardando per definirci un territorio degno di entrare a far parte, con formule e prerogative appropriate, del Patrimonio dell'Umanità». Sergio Conti, esperto dell'Università di Torino, ha moderato gli interventi ma ha anche chiarito parecchi aspetti di quello che dovrebbe essere un nuovo percorso legato in particolare al Dolcetto di Ovada, ora "Ovada docg". «E' importante - ha insistito - creare le condizioni per cambiare convincimenti e teorie su quello che dovrebbe essere fatto. C'è stata negli ultimi anni una crescita del 30 legata al settore costruzioni (tutti i Comuni hanno voluto l'area industriale, magari il centro commerciale), il doppio di tutte le altre produzioni. Uno spaventoso travaso di produzioni che non va bene. Il vino corrisponde a un'emozione e il paesaggio dove nasce serve a promuoverlo, a rendere l'area fruibile. A dimostralo con suggerimenti e immagini è stato Diego Tomasi del Centro Ricerche in Agricoltura (Cra) di Conegliano Veneto. «Quanto sia influente il paesaggio viticolo anche sulla qualità e sul valore economico di un vino - ha spiegato - lo dimostrano le esperienze da noi fatte. Nel vino c'è un valore aggiunto: il paesaggio. Un vigneto coltivato a regola d'arte, ber curato, con un'immagine (esempio un'antica villa, filiere di alberi) può fare la differenza sul gradimento e sulla scelta di quel vino prodotto in quel luogo da parte del consumatore-turista». Il progetto "Terroir", attuato a Conegliano Veneto ha messo in campo cinque scelte o indirizzi (zona di intervento, topografia mirata, clima, paesaggio, vino) ed ha avuto successo. Fare lo stesso nell'Alto Monferrato Ovadese? Si potrebbe. Il territorio viticolo ovadese che sta vivendo il fenomeno degli abbandoni in parte per scarsità di reddito, va aiutato a superare le difficoltà e a cambiare rotta. C'è un vino "Ovada docg" ancora in fasce. Bisogna aiutarlo a crescere utilizzando tutti i mezzi a disposizione. Maurizio Gily, agronomo-giornalista della rivista "Millevigne" non ha dubbi. «Siamo in un territorio che sta perdendo la sua identità di biodiversità. Ci si deve preoccupare di difendere il paesaggio perchè fa economia. Se questo si farà, il nuovo Dolcetto docg potrà cogliere risultati nel prossimo futuro». Dunque cosa fare bene e presto? «Stabilito che il paesaggio - ha sottolineato l'assessore provinciale all'Agricoltura e Ambiente, Lino Rava - è un fattore competitivo, dobbiamo intervenire di conseguenza. Anche se sul territorio ovadese non ci sono situazioni molto compromesse. I Comuni dovranno essere protagonisti, sfruttando, nei loro piani regolatori il nuovo codice dei beni architettonici e paesaggistici. Possono individuare quelle aree di particolare pregio da inserire e proteggere per nuove gestioni del territorio e delle colture viticole».
PAESAGGIO. Tagliolo Monferrato. Dalle vigne il rilancio
Gli esperti hanno sottolineato l'importanza del paesaggio nel valorizzare il vino e promuovere il turismo. L'Unesco sta ancora valutando il territorio monferrino per inserirlo nel Patrimonio dell'Umanità. Sergio Conti ha chiarito che il nuovo Dolcetto di Ovada, "Ovada docg", deve essere promosso attraverso la creazione di condizioni per cambiare teorie e convincimenti. Il paesaggio viticolo è influente sulla qualità e sul valore economico del vino. Il progetto "Terroir" a Conegliano Veneto ha avuto successo e si può applicare anche all'Alto Monferrato Ovadese. Il territorio sta perdendo la sua identità di biodiversità e si deve difendere il paesaggio per fare economia.
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