Non è tutto oro quel che luccica. In Italia potrebbe valere il contrario. Secondo l'Unesco più della metà del patrimonio artistico mondiale appartiene proprio all'Italia, tra cui 3.500 musei di cui 186 statali, 110 mila chiese, 80 mila dimore monumentali, 4 mila castelli. La spesa statale per i beni culturali e lo spettacolo ogni anno supera i 2 miliardi di euro. A queste entrate si aggiungono i contributi provenienti da] gioco del Lotto, fondi strutturali e fondazioni bancarie che coprono a mala pena le esigenze di spesa in conto capitale alla spesa statale. Restiamo indietro in termini di livello del management dedicato al business culturale, alla gestione e valorizzazione di patrimoni artistici, pubblici e privati, rispetto ai paesi anglosassoni, alle loro ricchissime fondazioni e scuole di science of management of fine arts. «Si può fare molto per recuperare questo gap, portando cultura d'impresa e i suoi uomini migliori», ha affermato Davide Croff, 57 anni, nuovo presidente della Fondazione Biennale di Venezia, già per 15 anni amministratore delegato della Bnl, prima direttore finanziario Fiat, funzionario in Banca d'Italia per il mercato monetario, un inizio di carriera universitaria con dottorato in economics a Oxford. «Fino a qualche anno fa in Italia il mondo dell'arte e del patrimonio artistico paesaggistico non era vissuto come opportunità di business, sia per mancanza di una diffusa sensibilità in tale direzione, sia per la ricchezza naturale di partenza che ci ha portato a non essere pienamente consapevoli delle sue potenzialità, anche economiche», ha aggiunto, «guardando alla mia nuova sfida non penso sia necessario avere competenze specifiche nel campo delle arti. L'esperienza manageriale è un metodo di lavoro che può essere applicato a settori diversi. A questo va legata una genuina passione per il prodotto che si deve seguire, di volta in volta». Nei mesi passati quando sono cambiati gli equilibri tra i soci della Banca nazionale del lavoro, Croff non ha avuto dubbi a rimettere il suo mandato nelle mani del cda in modo da garantire piena libertà di scelta ai nuovi azionisti. Ma quali sono i fattori che portano un banchiere navigato e di successo a scegliere un ruolo da civil servant in una grande fondazione? «È importante essere sempre pronti ad accettare nuove sfide, aiuta a mantenere vivacità intellettuale, entusiasmo nell'opera che si svolge», continua Croff, «ho sempre avuto rispetto, curiosità e attenzione per l'arte, la musica, il cinema. La passione mi ha aiutato in passato più volte nelle mie precedenti scelte professionali. Inoltre penso sia giusto mettermi a disposizione della città di Venezia, dove sono nato e cresciuto». I contributi pubblici coprono circa il 75 delle entrate della Biennale, 15.3 milioni di euro nel 2003. Per Croff il 2004 rappresenta una bella sfida e per raggiungere il pareggio dovrà essere capace di raccogliere almeno cinque milioni di ricavi proprii, puntando su vendita biglietti e abbonamenti, coproduzioni, come quella con Prada per il recupero del cinema minore, sugli sponsor e su nuove forme di raccolta come nel caso dell'operazione Amici della Biennale. A parte la Mostra del cinema da poco conclusa, l'evento più importante sarà l'anno prossimo la Biennale d'arti visive, recentemente definita la più importante del mondo dalla testata Le Monde. «Capitani d'industria e aziende dovrebbero investire di più in cultura per spirito civico e di appartenenza, per senso di responsabilità e di partecipazione fattiva al bene e al bello della collettività in cui si opera e vive. Senza contare i vantaggi fiscali e il fatto che gli investimenti in sponsorizzazioni, eventi e restauri, se ben selezionati, possono dare un ritorno importante e duraturo nel tempo in termini di immagine e gradimento generale». Il mondo dell'arte può rappresentare una nuova frontiera professionale per senior manager con spirito di servizio. Rispetto agli amministratori locali delle città d'arte, i gestori di società hanno il vantaggio di conoscere la finanza più innovativa, di poter essere garanti e attrattivi per le aziende che vogliono diversificare i loro investimenti. «Nuove opportunità», ha concluso Croff «possono nascere per consiglieri indipendenti, direttori finanziari, esperti nella gestione di patrimoni importanti, da inserire nelle grandi fondazioni, sul modello sviluppato fin dagli anni 50 nelle grandi corporate e università degli Stati Uniti». Il mondo dell'arte, con il primo codice per i beni culturali, fortemente voluto dal ministro Urbani, può rappresentare una nuova frontiera professionale per senior manager con spirito di servizio.