Petizione su Internet. Il trasloco causato dai tagli Di là sono passati Galileo Galilei, padre Angelo Secchi, Enrico Fermi. Delle loro idee, del loro pensiero, del loro genio sono ancora piene le sale dell'Osservatorio meteorologico del Collegio Romano, al centro di un allarme lanciato su Internet, con tanto di petizione online: «Salviamo l'Osservatorio meteorologico di Roma». Quasi 1.800 le firme virtuali finora raccolte su un sito specializzato nelle sottoscrizioni online (ce ne sono pro Santoro e contro Santoro, per la pista ciclabile a Ostia e contro la privatizzazione dell'acqua), ma l'obiettivo è cinquemila, per scongiurare lo sfratto imminente dovuto, si spiega, ai tagli alla ricerca. Anche se la stessa responsabile della struttura, Franca Mangianti, «nostra signora del tempo» com'è meglio conosciuta, non si spiega: «I locali sono oggi in uso gratuito e il ministero dell'agricoltura si era formalmente impegnato a sostenere tutte le spese di gestione». Basta un clic, solo registrarsi, per dire «no» al trasloco. Dove, poi? Se è chiaro ai ricercatori che andranno a svolgere i loro studi nei locali alla Navicella, anch'essi prestigiosi, non altrettanto può dirsi per l'immenso patrimonio di libri (oltre quindicimila, i più antichi del Cinquecento), strumenti sismici e meteorologici affascinanti e complicati, documenti storici, che consentono di ripercorre varianti meteo da un secolo all'altro. Che fine farà? Dove sarà trasferito? «Quel che sappiamo è solamente che è pronto per essere imballato» spiegano i meteorologi. Che però, lontani da quegli oggetti, non ci sanno stare. Non ti possono d'improvviso togliere le basi, su cui hai costruito il mestiere.
Collegio Romano. Non sfrattate l'Osservatorio di Galileo
Un'organizzazione online ha lanciato una petizione per salvare l'Osservatorio meteorologico del Collegio Romano, minacciato di trasloco a causa dei tagli alla ricerca. La struttura, che ospita un patrimonio di libri, strumenti e documenti storici, è stata utilizzata per anni dai ricercatori. La responsabile della struttura, Franca Mangianti, non ha spiegato perché i locali sono stati messi in uso gratuito e il ministero dell'agricoltura si è impegnato a sostenere le spese di gestione. La petizione richiede 5.000 firme per scongiurare lo sfratto.
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