Da Londra. Va all'Istituto di Norvegia Il gallerista londinese ha avuto un dubbio. Troppo bello questo Jupiter appena vinto a un'asta. Che non sia però di provenienza furtiva? E il Giove acefalo di fattura romana imperiale si è rivelato, grazie ai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale interpellati, per quel che era: una preziosa statua rubata. Da otto anni il Giove era inserito nel database dei carabinieri come opera archeologica da ritrovare. Brillante operazione del reparto comandato dal colonnello Raffaele Mancino, il gruppo archeologico guidato dal capitano Massimiliano Quagliarella, che riporta in patria da Londra una statua rubata nel 2002 a Roma nell'Istituto di Norvegia, al Gianicolo. Un furto rocambolesco quello denunciato il 31 maggio di quell'anno dalla dottoressa Berit Frigaard, amministratrice dell'istituto. Ignoti ladri erano penetrati nella biblioteca della prestigiosa accademia attraverso l'abitazione del custode. Dopo aver segato le sbarre alle finestre ed aver addormentato l'uomo, la gang si era infilata nell'austera biblioteca dell'istituto e aveva fatto man bassa di reperti archeologici. Il pezzo più importante sottratto era stato per l'appunto uno Zeus acefalo di squisita fattura imperiale, datato I secolo d.C. All'epoca però il reperto era stato poi censito e immortalato nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Successivamente il reperto è stato nel bollettino numero 24 delle opere d'arte trafugate «Arte in ostaggio», edito dal Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri. Nei giorni scorsi i militari, stabilita con certezza la provenienza furtiva del reperto, hanno contattato il gallerista inglese, al quale sono state rappresentate le evidenze investigative sulla trafila furtiva della statua. A questo punto il gallerista, pur di evitare altri guai, ha deciso di restituire il bene spontaneamente, senza che fosse necessario intraprendere un'azione rogatoriale internazionale. Il reperto, che ha un valore commerciale di circa 700 mila euro, è stato consegnato, negli uffici dell'ambasciata d'Italia a Londra, ai Carabinieri del Reparto Operativo Tpc. La statua, rimpatriata in Italia, è stata restituita oggi all'Istituto norvegese di archeologia e storia dell'arte, legittimo proprietario, alla presenza dell'ambasciatore di Norvegia in Italia, Einar Bull. E ora tornerà nella sala da cui era stata prelevata otto anni fa.