Il critico vuole portare in laguna opere che provengono dalla Libia Gheddafi? Un uomo solamente più pittoresco degli altri. Cavalli, tende beduine e amazzoni: fa tutto parte del circo mediatico del leader libico, che però sembra piacere all'onorevole Vittorio Sgarbi, che ha invitato il leader libico in laguna 1'8 dicembre. Tra i due pare ci sia feeling: lo stesso Sgarbi, più di dieci anni fa, a bordo di un aereo privato e con altri compagni di viaggio, violò l'embargo imposto dall'Onu e atterrò in Libia. Avventura ricompensata con una onorificenza da parte del colonnello Gheddafi. Da Milano Sgarbi conferma: 1'8 dicembre, se il leader libico sarà, come programmato, in Italia, verrà anche a Venezia. «Non ha niente a che vedere con la politica - conferma il critico italiano - è uno scambio di amicizia. E poi Venezia è un bene dell'umanità, che Gheddafi non ha mai visto. Se lui viene a Milano, io lo porto a Venezia». L'occasione, in realtà, è il desiderio di Sgarbi di portare in laguna una mostra con alcune opere provenienti dalla città di Leptis Magna. «E la prima città romana, è più bella di Pompei, una città che non si può non conoscere - spiega - in particolare, a Palazzo Grimani vorrei portare cinque opere: tra queste la più importante e una straordinaria scultura femminile del II secolo dopo Cristo». Unico neo: dopo lo stop da parte della Corte dei Conti alla nomina a soprintendente e dopo la riconferma della fiducia da parte del ministro Sandro Bondi, Sgarbi è pronto per il suo rientro in laguna, ma non sarà in grado di allestire la mostra per i primi di dicembre. «In quell'occasione potremmo solo fare una conferenza stampa, ma la mostra slitterà in primavera». Paura delle critiche? «Venezia deve decidere da che parte stare, se si è tolleranti lo si è anche con gli intolleranti. Mi chiedo cosa avrebbero detto i politici veneziani se fosse venuto qui il leader cinese, che è molto peggio di Gheddafi - avverte Sgarbi - o decidiamo che non vogliamo a Venezia alcun leader straniero che non abbia una democrazia pari alla nostra, oppure accettiamo tutto. Gheddafi è solo più pittoresco degli altri, sembra Michael Jackson, ha un comportamento teatrale, ma se guardiamo alla sostanza Ben Alì o Mubarak sono uguali a lui. Anche l'artista Cattelan è un provocatore». E le tende? «Le mettiamo a Forte Marghera così almeno diamo un senso a quel luogo». Intanto, i commenti dei veneziani si moltiplicano sul sito Gazzettino.it: «Lasciatelo nei suoi deserti. A Venezia non vogliamo Sgarbi, figuriamoci Gheddafi». E ancora: «Sgarbi potrebbe trasferirsi definitivamente in Libia o in un altro paese lontano».
Sgarbi invita Gheddafi a Venezia: Pittoresco
Il critico Vittorio Sgarbi ha invitato il leader libico Muammar Gheddafi a visitare Venezia. Sgarbi ha confermato che il leader libico sarà a Venezia il 8 dicembre, insieme a Gheddafi. Sgarbi ha spiegato che la visita è un'opportunità di scambio di amicizia e che Gheddafi non ha nulla a che fare con la politica. Ha anche detto che la mostra con opere provenienti da Leptis Magna sarà allestita in primavera. Sgarbi ha espresso preoccupazioni per la reazione dei politici veneziani, che potrebbero criticare la visita. Ha anche affermato che Gheddafi è solo più pittoresco degli altri leader e che la sua visita non è una questione di politica, ma di amicizia.
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