Un convegno a Milano Un osservatorio permanente capace di misurare, «quantificare» e analizzare la produzione culturale dell'Italia e la capacità di innovazione del Paese nel contesto mondiale; è questo lo scopo per cui è nato «Idee Italiane», il convegno promosso dalla Fondazione per l'Istituto Italiano di Scienze Umane in corso all'auditorium Pirelli di Milano. Alla prima giornata ha partecipato anche il ministro della Cultura italiano Sandro Bondi («È vero che spendiamo poco e meno rispetto agli altri Paesi, ma è altrettanto vero che molto spesso spendiamo male, con molti sprechi») ed è stato presentato un rapporto metodologico, curato da Guido Martinotti e Walter Santagata, su come misurare la cultura. A questo sono seguite relazioni su scienze umane (Roberto Esposito) e sociali (Stefano Rodotà), culture di «genere» (Nadia Fusini), esperienza religiosa (il nostro direttore, Giovanni Maria Vian), scienze della materia (Luciano Maiani) e scienze della vita (Alberto Oliverio). Una sezione C dedicata a come «l'Italia si racconta» (Pupi Avati, Gianrico Carofiglio) e a come l'irradiamento della creatività italiana è percepito al di fuori dcl Paese (Marc Fumaroli). «Pensiamo di organizzare incontri annuali o biennali spiega Gae Aulenti, presidente della Fondazione che ha promosso il convegno e ogni volta ci sarà un tema monografico. Quest'anno al centro del dibattito c'è l'architettura».
Quanta cultura c'è in Italia?
Un convegno a Milano, promosso dalla Fondazione per l'Istituto Italiano di Scienze Umane, si è svolto all'auditorium Pirelli. Il convegno, intitolato "Idee Italiane", ha avuto come obiettivo la misurazione e l'analisi della produzione culturale dell'Italia e della sua capacità di innovazione nel contesto mondiale. Il ministro della Cultura italiano Sandro Bondi ha partecipato alla prima giornata. È stato presentato un rapporto metodologico su come misurare la cultura, curato da Guido Martinotti e Walter Santagata.
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