L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, una delle più antiche e nobili accademie italiane si avvarrà, dal prossimo 13 novembre, di un edificio come Palazzo Franchetti: il progetto prevede la creazione di un nuovo polo culturale in grado di offrire un ampio ventaglio di iniziative ed attività. L'Istituto è entrato in possesso del palazzo 18 settembre 1999, per dar vita a un centro di promozione, di confronto e di scambio di conoscenze scientifiche, letterarie, storiche e artistiche. L'edificio, risalente alla metà del Quattrocento, nei suoi primi tre secoli di vita vide un susseguirsi, al suo interno, di diversi rami di illustri famiglie veneziane come i Marcello, i Gussoni e i Cavalli. Negli anni '40 dell'Ottocento, l'arciduca Federico d'Austria riunificò la proprietà e diede l'avvio ad un complesso ed articolato progetto dì lavori di ammodernamento; già nel 1847 la costruzione venne acquistata dal conte di Chambord, per la Francia legittimista Enrico V, che affidò i lavori di restauro a Giambattista Medusa. Nel 1878 il barone Raimondo Franchetti comprò il palazzo, che rimase alla famiglia fino al 1922, quando fu ceduto all'Istituto Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie dalla vedova del barone, Sarah Luisa de Rothschild. A questo periodo viene associato il nome dell'eclettico architetto Camillo Boito che vi compì importanti trasformazioni, progettando lo scalone monumentale.