PATRIMONIO. Il ministro è contro la delega alle Regioni e agli enti locali La tutela del patrimonio artistico e culturale deve rimanere necessariamente allo Stato, visto che ogni sua delega potrebbe rappresentare «una rinuncia alla nostra identità nazionale»: questa è la linea politica che il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha confermato durante l'assise inaugurale dell'Osservatorio per le culture del Paese a Milano. «Resto convinto», ha detto il ministro, «e mi sono impegnato e mi impegnerò in questo senso, distinguendomi anche da altre forze politiche della maggioranza e dell'opposizione, che in questo momento la funzione di tutela del nostro patrimonio storico deve essere mantenuta saldamente e rigorosamente in capo allo Stato». In caso contrario, per Bondi, si potrebbe arrivare a minare l'identità stessa della nazione. «In questo momento storico e politico», ha aggiunto Bondi, «affidare non la valorizzazione ma la tutela del nostro patrimonio alle Regioni e agli enti locali significa commettere gli stessi errori del passato. Significherebbe rinunciare, diciamolo francamente, alla tutela del paesaggio italiano e del suo patrimonio culturale, significherebbe rinunciare alla nostra identità nazionale». Discorso opposto, invece per i compiti di valorizzazione. «La valorizzazione del patrimonio», ha precisato Bondi, «è un compito che può essere assolto non soltanto dal governo centrale ma anche e soprattutto dagli Enti locali e dai privati». La tutela è disciplinata dalla legge Bottai del 1939, compresa ora nella legge quadro sui beni culturali, che istituì le soprintendenze, da anni nel mirino della Lega che vorrebbe passarne i compiti alle Regioni.
Bondi: competenza allo Stato per la tutela dei beni culturali
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha espresso la sua posizione contro la delega alle Regioni e agli enti locali per la tutela del patrimonio artistico e culturale. Secondo il ministro, la tutela del patrimonio deve rimanere necessariamente allo Stato, poiché ogni sua delega potrebbe rappresentare una rinuncia alla identità nazionale. Ha sottolineato che la valorizzazione del patrimonio può essere assolta anche dagli enti locali e dai privati, ma la tutela è disciplinata dalla legge Bottai del 1939. Il ministro ha anche criticato le forze politiche che vorrebbero passare i compiti di tutela ai Regioni.
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