Il villaggio preistorico di Nola diventa un fumetto (illustrazioni di Cristina Di Iorio, pagine 85, Michelangelo 1915 Editore, euro 10). Una storia in nuvolette per raccontare il passato di un sito archeologico senza precedenti, capanne sepolte da cenere e fango, quel che resta della spietata eruzione delle "Pomici di Avellino", avvenuta quattromila anni fa (1860-1680 a. C.). Una comunità dell' età del Bronzo Antico rievocata attraverso la nona arte, in un albo che sarà presentato oggi, alla Chiesa dei Santi Apostoli a Nola (alle 18, via San Felice). Partecipano all' incontro, il sindaco di Nola, Geremia Biancardi, il funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Giuseppe Vecchio, il presidente dell' associazione di valorizzazione territoriale Meridies, Angelo Amato de Serpis, e l' editore Dino Lauri; modera la giornalista Carmen Fusco. L' appuntamento offre l' occasione per discutere delle disperate condizioni in cui versa il villaggio che rischia di sparire sotto l' aggressione di una falda acquifera sotterranea. «Dal 2001, anno del ritrovamento, ad oggi, la situazione è precipitata, la Soprintendenza non dispone delle risorse per finanziare strategie utili a contrastare l' avanzare dell' acqua, e abbiamo già perso il paleosuolo, una testimonianza della vita collettiva dell' epoca di inestimabile valore» spiega de Serpis. La "Pompei della preistoria" è chiusa al pubblico da un anno, i calchi delle strutture in legno e paglia restituiti dagli scavi svelano segreti e consuetudini di un tempo, le attività quotidiane, l' organizzazione degli spazi, le impronte umane, le tracce delle zampe degli animali. «Un patrimonio in pericolo - denuncia Dino Lauri - Attraverso il fumetto lanciamo un allarme che speriamo sia colto al più presto dalle istituzioni». Con un intento: «La pubblicazione è inclusa in una collana che rivolgiamo ai giovani, per avvicinarli alla conoscenza della nostra terra attraverso un linguaggio congeniale alle nuove generazioni. I prossimi fumetti saranno dedicati a Giordano Bruno, Vincenzo Russo e Umberto Nobile».