Il collezionismo italiano sta conoscendo un periodo di particolare prosperità come confermano le recenti aste in cui si è assistito ad un vero e proprio boom sia delle quotazioni che del volume di vendite. Nell'arte contemporanea, in campo figurativo i nomi di punta sono sempre quelli di Mo-randi e de Chirico mentre nel campo dell'astratto in cui domina Lucio Fontana, hanno destato notevole interesse le opere di Giuseppe Santomaso e le sculture di Arnaldo Pomodoro che hanno raggiunto quotazioni da record. Le case d'asta in Italia hanno quindi terminato positivamente la stagione ottenendo successi di vendita mai raggiunti in precedenza con un'aumento complessivo del volume di affari del 25,8 (fonte: Art-price). I collezionisti si precipitano alle aste ed in mancanza di personalità emergenti tra i giovani artisti, si preferisce investire sul passato piuttosto che scommettere sul futuro. Con oltre 50 milioni di euro di fatturato l'Italia sorpassa la Germania ed è ora il quarto mercato al mondo dopo USA, Gran Bretagna e Francia, nella quale però sono comprese anche le aste giudiziarie, quindi un vero e proprio exploit per il nostro paese. Questo particolare momento del collezionismo italiano merita di essere analizzato al fine di comprenderne la durata e la consistenza. La crisi della borsa con tassi di interesse ancora contenuti spingono i compratori ad investire nell'acquisto di opere d'arte, la grande concorrenza tra le case d'asta nel mettere all'incanto i pezzi più importanti degli artisti moderni storicizzati sono i fattori principali alla base di questo fenomeno. Il primo semestre del 2004 è pieno di positive sorprese: l'anno scorso l'asta italiana di maggior successo era stata orchestrata da Sotheby's per un totale venduto di 4,8 milioni di euro mentre quest'anno il primato è di Farsetti che ha raggiunto ben 7,9 milioni di euro con la sua asta di Arte Moderna del 29 maggio a Prato. Le Aste italiane, che si svolgano a Roma, Milano come a Firenze o Venezia, sono divenute un punto di riferimento anche per gli operatori stranieri. Le nostre case d'asta sono pronte ad affrontare il futuro con opere di qualità e prestigio internazionale. Si aprirà quindi con alcune certezze e qualche incognita il prossimo semestre. Le certezze vengono dai grandi maestri del novecento italiano che vedono ormai consolidato il loro valore in tutto il mondo e l'interesse che il mercato ha riscosso presso gli investitori privati ed istituzionali sembra solido e duraturo. La pausa estiva delle aste non ha potuto registrare gli effetti di un ulteriore elemento di novità che ha invece notevolmente influenzato i mercati finanziari intemazionali che invece non conoscono riposo: l'impennata del petrolio. Sono molti a ritenere che questo fattore contribuirà ad indirizzare ancora maggiori investimenti verso il mercato dell'arte. Saliranno ancora le quotazioni? Assisteremo ad un'autunno record? Aumenterà vertiginosamente il volume di affari, o la paura genererà stagnazione anche in questo settore? Seguiremo la nuova stagione ogni settimana da queste pagine. Una informazione libera ed indipendente, con risultati puntuali e precisi, arricchita da analisi storiche e grafici analitici che ci auguriamo possa divenire strumento utile agli operatori del settore ed ai grandi collezionisti come agli appassionati del mercato dell'arte. Proseguiremo settimana per settimana nel registrare un quadro che prende in considerazione i risultati nelle aste nazionali ed internazionali, sia per le opere aggiudicate che per quelle rimaste invendute, il numero delle transazioni ed il volume di affari.