W.F. Per salvare la chiesa di San Giusto fino alla fine di settembre hanno firmato in 666. E tutte le firme sono state spedite dal Comune al Fai, il fondo ambientale italiano, con la speranza che qualche effetto possano sortirlo. «Grazie a quelle firme - spiega l'assessore alla cultura, Fabrizio Buricchi - di sicuro la chiesa sarà segnalata tra i monumenti italiani che hanno bisogno di essere rivalutati e restaurati». Il Fai ha per questo alcuni fondi a disposizione. Cosa realisticamente potrà ora succedere è difficile dirlo. Il Comune continua comunque a lavorare anche su altri fronti per cercare di salvare quel piccolo gioiello che è l'abbazia millenaria di San Giusto, sperduta in mezzo al bosco quasi in cima al Montalbano e che da alcuni anni sta praticamente cadendo a pezzi, chiusa e con il tetto oramai sfondato. Proseguono infatti gli incontri con la Soprintendenza. Fino ai primi anni del Novecento la chiesa apparteneva allo Stato. Poi fu ceduta ai conti Contini Bonacossi della Tenuta di Capezzana, gli ultimi che negli anni Sessanta la restaurarono. Anche se sul passaggio di proprietà non tutto è chiaro, tant'è che Comune e Soprintendenza hanno avviato un anno fa una ricerca. Ancora, sembra, non conclusa.
CARMIGNANO. Quasi settecento adesioni all appello per salvare la chiesa di San Giusto
Il Comune di San Gimignano ha firmato 666 firme per salvare la chiesa di San Giusto fino alla fine di settembre. Le firme sono state inviate al Fai, il fondo ambientale italiano, con la speranza che possano influire sulla rivalutazione e il restauro della chiesa. L'assessore alla cultura, Fabrizio Buricchi, spiega che le firme potrebbero aiutare la chiesa a essere segnalata tra i monumenti italiani che hanno bisogno di essere restaurati. Il Fai ha fondi a disposizione per il restauro. Tuttavia, il successo è difficile da prevedere.
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