Ogni viaggio all'estero è occasione per operare confronti utili alla conservazione del nostro patrimonio artistico, considerato è il massimo al mondo. Londra certo non può lasciare insensibili perché, le cose stanno cambiando per riduzione di fondi sostengono gli inglesi, ha saputo dimostrare una formidabile qualità, velocità nel creare, riallestire, restarurare, migliorare i proprio magnifici musei, anche spostando senza drammi istituzioni come la British Library da un luogo all'altro dopo oltre un secolo e mezzo di vita. Il Barbìcan, la Tate Gallery fin dalla prima ala costruita da James Stirlng solo per Turner, al museo intero, la ripulitura e riorganizzazione interna del Victoria and Albert e così via. Attenzione, filologia, esplorazione delle reali necessità dei visitatori anche stranieri sono taluni dei criteri seguiti nel rimodernare o riabilitare, se non costruire le «case» destinate a ospitare capolavori che appartengono alla comunità. Tuttavia per chi da qualche anno non visitava la Capitale, la sorpresa strabiliante, per invenzione, continuità, aria universale e «domestica», tocca di fronte al rinnovato British Museum. E' una lezione incresciosa per noi italiani che non siamo stati capaci in 30 anni di risolvere il problema della Grande Brera a Milano, per citare un esempio. E che dire degli Uffizi a Firenze, che resteranno senza ingresso dopo che il lavoro del giapponese Arata Isozaki è stato rifiutato? Il British Museum, istituzione britannica per eccellenza, sorse con legge del 1753 per la collezione di Hans Sloane, bibliofilo e naturalista, che consegnò l'insigne raccolta di 80.000 oggetti a re Giorgio II in cambio d'un cifra non elevata da consegnare alle sue figlie. Sistemato nella restaurata Montague House, dopo un incendio, venne aperto al pubblico nel 1759 con entrata libera. Re Giorgio IV nel 1823 lo arricchì della Biblioteca del padre, la King's Library, mentre già una parte era confluita al Museo di Storia Naturale e nel 1852 venne creata la Reading Room, sala di lettura con 600.000 volumi, che divenne la British Library, frequentata sin da principio anche da Karl Marx. Nel 1998 la British Library con 16 milioni di volumi e periodici è trasmigrata in nuovo edificio a St. Pancras. Subito presero l'avvio i lavori per costruire, nello spazio rimasto vuoto, la Queen Elisabeth II Great Court. Due anni dopo, nel dicembre 2000 la regina Elisabetta inaugurava ufficialmente il British Museum rinnovato. Uno splendore creato dal grande architetto inglese Foster. Ripresi i marmi candidi nel museo, è stata ideato un enorme cortile con la magnifica cupola, composta di pannelli agganciati a una struttura in ferro, che regala l'idea di trovarsi non solo sotto il cielo, bensì al centro dell'universo, Per il visitatore l'entrata alla Great Court è tutto un gioco di vetri, luci, azzurro, mentre di fronte si leva una sorta di edificio circolare, interamente avvolto da una scalinata che conduce ad altre sale per mostre o collezioni, al ristorante in cima. Non manca nulla per far sentire a proprio agio il visitatore nella Great Hall, spazio enorme, bar, caffè, bookshops efficienti e spaziosi, d'ogni genere con anche la svendita di libri lievemente segnati, sotto le gradinate, con altre sale per esposizioni. Ora è in corso, fra le molte, la mostra sul «Sudan passato e presente» e un'altra di speciale interesse per scolaresche che affollano l'entrata; «La mummia: una storia interna», cioè spiegata scientificamente con filmati e indicazioni sui metodi, poi bookshops ricolmi di mummie con cioccolata, a forma di biscotti e da appendere all'albero di Natale. Di fronte all'entrata ecco la Biblioteca, la Reading Book, restaurata com'era quando venne fondata: grande cupola con inserti dipinti d'oro e azzurro, scaffali in legno scuro, assolutamente splendida. Così come ovunque ogni cosa è stata ripulita e rimessa a lucido, dai lampadari in cristallo, all'ascensore color oro. Insomma tutto è fatto affinchè il visitatore, appassionato o no, possa trovarsi al meglio, trascorrere fin una giornata o mezza in pace, godendosi le opere che predilige, o le mostre che sceglie, mangiando più che bene, bevendo te e caffè, leggendo i libri favoriti, in ambienti splendenti e che regalano senso di pace. Insomma, impariamo dagli altri come fare e disfare musei, in soli 2 anni, noi che li abbiamo in parte relegati forse a un passato troppo remoto. Basta il numero di visitatori al British Museum per anno: 5 milioni, contro 1.495.623 per Uffizi e Corridoio Vasariano.
Andiamo a Londra per imparare a fare e disfare musei
Il British Museum è stato rinnovato in soli 2 anni grazie a un investimento di 300 milioni di sterline. La struttura è stata trasformata con l'aggiunta di un nuovo cortile con cupola, la Great Court, e di una serie di sale per mostre e collezioni. La mostra "La mummia: una storia interna" è stata inaugurata con filmati e indicazioni scientifiche. La biblioteca è stata restaurata e presenta una grande cupola con inserti dipinti d'oro e azzurro. Il museo è stato progettato per offrire un'esperienza di visita confortevole, con ambienti splendenti e servizi di alta qualità.
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