Una lunga «trasferta» (appesantita, fra l'altro, dallo stress di una feroce polemica fra 11 Paese di partenza e quello di arrivo). E ora, prima ancora di tornare (definitivamente?) a «casa», la prospettiva di un nuovo viaggio. Molto meno lungo del precedente, ma anch'esso non privo di tensione. La Venere di Morgantina, la celebre statua del V secolo avanti Cristo originaria dell'omonimo sito archeologico in provincia di Enna, in Sicilia, sta per lasciare, dopo 22 anni, il Paul Getty M useum di Malibu, in California, che l'acquistò nell'88 durante un'asta a Londra per 28 miliardi di lire. Acquisto poi rivelatosi «a rischio», visto che l'opera era stata trafugata dalla sua sede anni prima e poi finita sul mercato. «E' molto pericoloso smontare e rimontare la Venere. E' fragilissima, ogni spostamento è un trauma», ha detto Jerry Podany, conservatore capo per le antichità del museo californiano. Come se non bastasse, ora la statua è contesa tra Palermo ed Enna. Prima di tornare ad Aidone, nel sito di Morgantina, dovrebbe infatti «soggiornare» a palazzo Ilei Normanni per un'esposizione temporanea. Il sindaco di Aidone e tutto il paese si sono già mobilitati, mentre l'assessore provinciale di Enna ai Beni culturali, Maurizio Campo, parla senza mezzi termini di espropriazione culturale».
La Venere di Morgantina torna in Italia dopo 22 anni. Ma si rimette subito in viaggio
La Venere di Morgantina, una statua del V secolo a.C. originaria di Sicilia, lascia il Paul Getty Museum di Malibu, in California, dopo 22 anni. L'opera fu acquistata nel 1988 per 28 miliardi di lire, ma il suo acquisto fu messo in discussione poiché era stata trafugata anni prima e poi venduta. Il museo ha dichiarato che smontare e rimontare la statua è pericoloso e che ogni spostamento è un trauma per l'opera. La statua è ora contesa tra Palermo e Enna, in Sicilia, e il sindaco di Aidone ha richiesto che la statua torni al suo sito di origine. L'assessore provinciale di Enna ha parlato di espropriazione culturale.
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