Risposta alla Camera a un'interrogazione di Garagnani. «Ma del progetto risponde il Comune» «Se il Civis non passerà l'esame della sicurezza, il ministero delle Infrastrutture segnalerà tutto al Cipe, anche ai fini dell'eventuale blocco dei finanziamenti». A dirlo ieri alla Camera, rispondendo a un'interrogazione del deputato del Pdl Fabio Garagnani, è stato il viceministro Roberto Castelli. Che ha aggiunto: «Il Comune resta il responsabile del contratto». Garagnani: «Il governo non si faccia condizionare dagli enti locali». E il Pd: «Andiamo avanti». Non erano passate nemmeno ventiquattro ore da quando Irisbus, in visita l'altro pomeriggio a Bologna, aveva raccontato la sua verità sul Civis e sostenuto che è un mezzo sicuro e affidabile, che ieri mattina il viceministro ai Trasporti Roberto Castelli già diceva che se il filobus non supererà l'esame sulla sicurezza, e quindi non sarà possibile proseguire nella realizzazione dell'intervento, allora il ministero delle Infrastrutture segnalerà tutto al Cipe. E lo farà per decidere «le iniziative da intraprendere in merito al contributo assegnato, anche ai fini dell'eventuale blocco dei finanziamenti». Castelli lo ha detto rispondendo a un'interrogazione del deputato e coordinatore del Pdl bolognese Fabio Garagnani. E ha precisato che tutto dipende dal verdetto della Commissione di sicurezza che deve decretare se il Civis può circolare a Bologna: fino ad allora non si può intervenire, perché «allo stato attuale il ministero delle Infrastrutture non può che attendere la conclusione dei lavori della Commissione ai fini della verifica sulla sussistenza dei requisiti di sicurezza» del tram su gomma. «I lavori della Commissione sicurezza sul Civis ha continuato Castelli sono attualmente in corso con la valutazione dei problemi di malfunzionamento evidenziati» da Garagnani. Nel frattempo l'Atc, «stazione appaltante e soggetto attuatore del progetto Civis, non ha ancora preso in consegna alcun mezzo, subordinando il passaggio di proprietà ai risultati delle attività della Commissione di sicurezza, alle prove condotte dai propri autisti e ai successivi adempimenti contrattuali». Allo stesso modo, sottolinea Castelli, il Comune di Bologna «ha comunicato il proprio intendimento di attendere la conclusione dei lavori della Commissione, riservandosi di assumere tutti i provvedimenti conseguenti alla luce di quanto potrà emergere dai lavori della Commissione stessa». E in effetti la commissaria Anna Maria Cancellieri la settimana scorsa aveva detto che avrebbe chiesto informazioni ad Atc proprio sulla questione della sicurezza dei mezzi sollevata dagli istruttori. Quindi il viceministro ha rimesso (per ora) tutto nelle mani di Palazzo d'Accursio: «E' evidente dice Castelli che qualunque iniziativa relativa al rapporto contrattuale in corso per l'esecuzione dell'intervento è rimessa integralmente al soggetto beneficiario del contributo, ovvero al Comune che se ne assume le conseguenti responsabilità». Così come spettano al Comune «le scelte funzionali, gestionali ed esecutive proprie della stazione appaltante, e al ministero per i Beni culturali le decisioni in materia di aspetti architettonici ed archeologici». Amministrazione e Beni culturali, quindi, sono i due soggetti che, almeno in tempi recenti, hanno espresso molte perplessità sul progetto. Tanto da vedere la commissaria Cancellieri e la direttrice regionale dei Beni culturali Carla Di Francesco sulla stessa lunghezza d'onda nel sostenere che dalle Due Torri non ci dovrebbe passare alcun mezzo pesante, Civis in testa. Anche se, di fatto, il ministero dei Beni culturali aveva autorizzato il progetto preliminare e quello definitivo nel 2002 e nel 2006, spiega Castelli, aprendo un tavolo di confronto con le amministrazioni per «minimizzare l'impatto nel contesto monumentale del centro di Bologna e, laddove possibile, per restaurare, valorizzare e riqualificare ampi tratti del tessuto urbano coinvolto nell'intervento». Oltre a questo, però c'è tutta la partita della Commissione di sicurezza che deve «valutare e verificare» il sistema di guida e la compatibilità con il tracciato. Il deputato del Pdl Fabio Garagnani si è detto parzialmente soddisfatto della risposta e ha rivolto l'invito al Governo di «non farsi condizionare dagli interessi politici degli enti locali, anche in sede di commissione tecnica, auspicando una più attenta verifica sull'effettiva realizzazione del progetto soprattutto in riferimento a due indagini giudiziarie in corso e alla recente verifica di due ricercatori dell'istituto di sismologia sul probabile crollo della torre Garisenda per effetto del passaggio del mezzo». Pd (con Paolo Natali), Provincia (con il vicepresidente Giacomo Venturi) e Comune di San Lazzaro (con il sindaco Marco Macciantelli) vedono nelle parole di Castelli una sola lettura possibile: « Il Pdl e Garagnani sono stati respinti con perdite dal governo: andiamo avanti con la sperimentazione, gli enti locali sono i primi garanti della sicurezza».
Bologna. Sul Civis ora arriva l'ultimatum del governo: Niente fondi se non passa l'esame sicurezza
Il viceministro Roberto Castelli ha risposto a un'interrogazione del deputato del Pdl Fabio Garagnani, affermando che se il filobus Civis non supererà l'esame sulla sicurezza, il ministero delle Infrastrutture segnalerà tutto al Cipe e potrebbe bloccare i finanziamenti. Castelli ha precisato che il Comune di Bologna è il responsabile del contratto e che il ministero attende la conclusione dei lavori della Commissione di sicurezza per decidere le iniziative da intraprendere in merito al contributo assegnato. Il Comune di Bologna ha comunicato di attendere la conclusione dei lavori della Commissione e di assumere tutti i provvedimenti conseguenti.
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