Diana De Feo è Senatrice del Pdl Caro direttore, altro che «città immobile». A Napoli esiste una società civile che non sottoscrive appelli e proclami, ma si impegna direttamente, sottovoce, mettendoci del suo, nel sostegno dei beni culturali campani, importantissimi per l'economia dell'intera regione. Si tratta dell'Unione Industriali di Napoli, sezione turismo. A Roma, al Mibac, nei giorni scorsi, c'è stato un incontro, da me promosso, tra il direttore generale per la valorizzazione Mario Resca e Mario Pagliari. Fermo restando le prerogative della Soprintendenza archeologica, si è avviato un piano che, in tempi brevi, porterà finalmente all'apertura della mitica Piscina Mirabilis. Nei prossimi tre anni, l'organizzazione dei servizi turistici di manutenzione ordinaria, di pulizia, di biglietteria, le visite guidate, la promozione, verranno affidate in concessione, senza fini di lucro, al gruppo degli industriali del settore turismo. L'altra buona notizia riguarda ancora i Campi Flegrei: l'apertura, da questo fine settimana, del Museo Archeologico del Castello di Baia. Nel corso degli ultimi anni ho partecipato a una infinità di riunioni, a Castel dell'Ovo, tra soprintendenze regionali e archeologiche, Regione, rappresentata prima dall'assessore Claudio Velardi e poi dal suo successore Omar Forlenza e membri della società pubblico-privata Scabec. Si prevedeva un impegno, per consentire l'apertura del museo, di unmilionesettecentomila curo, tra messa in sicurezza dei luoghi e nuova cabina elettrica, denaro che non si è mai trovato ne mai è stato stanziato dalla Regione, come prevedeva l'accordo del febbraio 2009 tra regione Campania e Mibac. L'ultimo soprintendente archeologico Giuseppe Proietti, con i fondi messi a disposizione dal commissario Marcello Fiori, ha compiuto il miracolo. Con un impegno economico di soli centottantarrila euro, quasi un decimo di quanto previsto dalla suddetta società pubblico-privata. Per la cabina elettrica si vedrà in seguito cercando uno sponsor. Anche la questione dei custodi e stata risolta da un colpo di genio e fantasia. Ai diciotto custodi, già in servizio, si affiancherà uno stesso numero di restauratori, in forza nella stessa zona, i quali, lavorando nelle sale espositive, offriranno un'ulteriore ragione d'interesse ai visitatori e, con la loro stessa presenza, costituiranno un elemento di vigilanza. Come si vede, non sempre sono solo i fondi a mancare, ma le idee e la buona volontà. La gravissima crisi economica della Regione e la scarsità delle risorse pubbliche, posso spingere a soluzioni nuove e ingegnose e costituire modello per altri importantissimi siti archeologici dei Campi Fregrei, dal rione Terra di Pozzuoli all'Anfiteatro Flavio a Cuma, Baia, Bacoli e Miseno.