Piano strutturale verso ladozione ma lultimo ok arriverà tra sei mesi Dopo il sì della giunta liter burocratico e le osservazioni dei cittadini Piano strutturale, il primo si è a un passo: per quello definitivo saranno sei mesi di passione. Entro novembre il documento urbanistico che stabilisce il futuro della città per i prossimi 20 anni indicando le destinazioni area per area dovrebbe essere adottato dal consiglio dopo lok in giunta previsto per domani. Tra un mese finirà il blocco edilizio che attanaglia la città dal 24 luglio, da quando sono in vigore le norme regionali di salvaguardia. Almeno fino a marzo però il Piano non sarà approvato nella versione finale. Si dedicheranno due mesi e non 45 giorni alle osservazioni dei cittadini, poi scatta liter delle commissioni consiliari e dei quartieri. Lok arriverà con le rondini di primavera. E allora saranno anche stabilite le ulteriori salvaguardie: si deciderà in sostanza quali aree della città bloccare fino allapprovazione del regolamento urbanistico che fissa i volumi e richiederà, si stima oggi, un altro anno di lavoro. Solo a metà 2012 il sudoku urbanistico di Palazzo Vecchio potrà dirsi risolto. E quanto emerso dal vertice di maggioranza convocato ieri davanti al sindaco Renzi. Tre ore di discussione alla presenza dei capigruppo (Pd, Sel, Idv e Di Puccio del gruppo misto) e dei tecnici in cui non è stato presentato il documento ma si è discusso dei temi del Piano. Dalle scelte infrastrutturali (confermate le tre linee di tramvia, la circonvallazione nord tra Varlungo e viale Guidoni, lanello viario a sud tra le Bagnese e lIndiano, la strada tra la Fortezza e via Perfetti Ricasoli) al criterio dei volumi zero: niente consumo di nuovo suolo, ci sono 1,2 milioni di metri quadri di edifici dismessi ed è sulla loro trasformazione che si punta. Nel Piano si introdurrà il principio dei crediti edilizi: un meccanismo di incentivi per i privati che decidano di trasferire da aree congestionate ad aree libere della città strutture esistenti che intendono trasformare. Ma in cambio di cosa? «Chi accetterà il trasferimento avrà un bonus sui metri cubi, mettiamo del 5, snaturando la filosofia dei volumi zero?», è il dubbio posto dalla maggioranza. Niente case lungo i binari per le Ferrovie, che secondo un accordo del 2008 potrebbero costruire 40 mila metri quadri di residenziale a Campo Marte. E niente nuovi alberghi in centro. Confermata la scelta di inserire a Castello la previsione di «attrezzature sportive» per accogliere il nuovo stadio ancora avvolto nelle nebbie dello scontro con la Regione. E intanto la giunta ha deciso: il padiglione Rondino della Fortezza deve essere abbattuto, anche in danno (cioè a spese) di Firenze Fiera che gestisce la struttura e si era opposta.