Lobiettivo è creare un circuito di vera eccellenza da poter inserire anche negli itinerari turistici Le botteghe storiche di Genova saranno certificate dal Comune e dalle soprintendenze liguri: è la rivoluzione innescata dallassessore al Commercio del Comune, Gianni Vassallo. Esiste una legge regionale che determina cinque requisiti per rientrare nella categoria delle "botteghe storiche", ma le maglie erano larghe e attualmente rientravano nella categoria circa trecento locali. Adesso si cambia. I requisiti cui le botteghe candidate dovranno rispondere sono stati specificati proprio dal lavoro delle soprintendenze (per i Beni architettonici e per il Patrimonio storico artistico) e resi più restrittivi. «Lobiettivo è creare un circuito selezionato e certificato di locali, così come finora non è mai esistito e che effettivamente offrano uneccellente testimonianza storico-artistica da inserire in una serie di itinerari turistici che stiamo cucendo per il centro città», spiega lassessore Vassallo. Non solo, gli altri locali di pregio, che non avranno le caratteristiche di "storici" potranno fregiarsi del marchio "locale di tradizione" e poi cè una novità: non solo il passato è eccellente. Nasce una nuova certificazione, "Esercizio di interesse culturale" che sarà riservato a tutti quei locali che sfoggeranno scelte architettoniche o di design contemporanei di particolare qualità e fortemente innovativi. «Il nuovo riconoscimento, che si può fregiare di una valutazione scientifica delle soprintendenze, potrà aprire ai locali selezionati e al Comune la partecipazione a bandi europei per il restauro e la riqualificazione delle botteghe e del loro intorno», aggiunge lassessore Vassallo. «Per noi questa è unoccasione per tutelare e valorizzare meglio manufatti e locali storici - spiegano Giorgio Rossini, soprintendente per i Beni architettonici e Bruno Ciliento, soprintendente per il Patrimonio storico artistico - ad oggi esistoni vincoli su specifiche parti o sullo stabile in generale, con questo riconoscimento riusciremo a lavorare meglio». Il Comune ha deciso di affidarsi alla direzione regionale del Ministero per i Beni culturali, diretta da Maurizio Galletti, per definire in modo specifico i cinque requisiti indicati dalla legge regionale. I funzionari della soprintendenza per il Patrimonio storico artistico e i colleghi della soprintendenza per i Beni architettonici hanno sviluppato in modo specifico i punti: le botteghe "storiche" dovranno dimostrare di lavorare da almeno 70 anni. Poi dovranno soddisfare almeno tre delle seguenti caratteristiche: possedere elementi architettonici esterni e interni di pregio, dalle insegne alle vetrine, dai banconi agli arredi, alle vetrate. Sfoggiare arredi originali: dalle porte ai tavoli, dalle sedie ai tessuti darredo. Conservare attrezzature antiche: vasellame, utensili in metallo, ferro, vetro, «macchine da calcolo o da misura». Dovranno possedere documenti storici: stampe, immagini, avere ospitato personaggi illustri o storici. Essere inseriti in un contesto storico-ambientale eccellente: anche la buona conservazione del tessuto in cui lattività è incastonata può dare punteggio prezioso. Adesso tocca ai negozianti "aspiranti" al marchio di "bottega storica" fare il primo passo: dovranno rivolgersi alla Camera di Commercio - che è in prima linea nelloperazione così come tutte le associazioni di categoria - e opererà la prima scrematura delle candidature. I funzionari delle soprintendenze poi compiranno i sopralluoghi nei locali pre-selezionati. Sarà una commissione "mista", composta da Comune, direzione regionale per i Beni culturali, Camera di Commercio e associazioni di categoria a decidere chi potrà fregiarsi dei diversi titoli. In primavera verranno inaugurati dal Comune i nuovi percorsi turistici attraverso il centro storico: saranno itinerari che cuciranno insieme alberghi, musei, ristoranti, e le nuove botteghe certificate. Un modo per rivitalizzare il centro storico innescando percorsi turistici e sostenendo le attività artigianali e produttive della città.