Prima commissione consiliare. Il dimissionario Zappacosta parla di «crisi dei rapporti tra gruppi, sindaco e consiglio» Monaco non accetta e le opposizioni protestano: incapaci di amministrare Fumata nera, ieri mattina, per l'elezione del nuovo presidente della prima commissione consiliare, quella su territorio e urbanistica. Marco Monaco, individuato dal Pd, ha rifiutato l'indicazione del suo partito, chiedendo «garanzie politiche» prima di accettare. Col voto si deve sostituire Carmine Zappacosta, dimesso da presidente il 24 settembre: sono presenti tutti i 10 membri. Carlo Scaramuzzino, della Sel, parafrasa i non-compleanni di "Alice nel paese delle meraviglie": «Stiamo assistendo a una "non candidatura". Monaco ha annunciato che si dimetterebbe se fosse eletto». Al termine di un lungo dibattito, Luca Titoni dell'Udc propone la candidatura di Scaramuzzino, «in assenza di proposte della maggioranza». Cominciano le operazioni di voto: un funzionario comunale chiarisce che si può vincere anche con una sola preferenza; se i sei della coalizione di governo votassero scheda bianca e i quattro dell'opposizione convergessero su Scaramuzzino, questi diventerebbe presidente. A quel punto Zappacosta chiede una sospensione della seduta; al rientro la maggioranza dichiara di non partecipare al voto, facendo mancare il numero legale. Per la vice presidente della commissione, Silvia Silvestri del Pdl, «ci sono i numeri per andare avanti: quando quelli del Pd saranno "in comodo", avremo anche un presidente. Ma abbiamo già perso troppo tempo. Allora, nel rispetto del regolamento, e sentiti gli altri della minoranza, convoco una riunione per mercoledì prossimo: abbiamo da svolgere numerose pratiche giacenti». Giovanni Garzella, del Pdl, prima scherza: «Chi non è capace di amministrare dovrebbe dimettersi». Poi accusa il Pd «di portare in commissione gli strascichi del suo congresso». La spiegazione di Zappacosta è diversa: «Non si sta riversando in commissione un problema politico del Pd, ma un problema istituzionale». Zappacosta si assume «parte della responsabilità, perché le mie dimissioni ci hanno portato a questo punto» e ribadisce che, se serve a risolvere lo stallo, «sono disponibile anche a spostarmi in un'altra commissione». Ma le sue "colpe" finiscono là: «Mi dissocio completamente - ripete più volte - da questa situazione e denuncio la crisi dei rapporti tra partiti, sindaco e consiglio. A costo di essere espulso dal partito, ho il dovere della sincerità. Chi ha la responsabilità più alta nei confronti dei cittadini (sindaco e giunta) deve garantire dialettica e collaborazione alle commissioni».
PISA. Urbanistica, salta l'elezione del presidente
La prima commissione consiliare non è riuscita a eleggere il nuovo presidente, Carmine Zappacosta, dimesso il 24 settembre. Marco Monaco, indicato dal Pd, ha rifiutato l'indicazione del partito e ha chiesto garanzie politiche prima di accettare. Il voto è stato bloccato a causa della mancanza di una maggioranza. La maggioranza ha dichiarato di non partecipare al voto, facendo mancare il numero legale. La vice presidente della commissione, Silvia Silvestri, ha convocato una riunione per mercoledì prossimo per affrontare le pratiche giacenti. Giovanni Garzella ha accusato il Pd di portare in commissione gli strascichi del suo congresso.
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