La denuncia di Graceffa (Sapaf) «Siamo solo la metà di quanti dovremmo essere». Con queste parole Luigi Graceffa, segretario provinciale del Sapaf (indacato autonomo della polizia ambientale e forestale), ha messo allo scoperto un'altra mancanza di personale nei reparti delle forze dell'ordine e lo ha fatto proprio mentre sabato scorso protestava sui lungarni in solidarietà con i poliziotti. «Gli operativi sono 18», dice Graceffa, e questo manipolo di uomini dovrebbe sobbarcarsi il controllo di un territorio vastissimo che va da Pisa a Volterra, compreso il Parco di San Rossore, con boschi, pascoli, fiumi, montagne e laghi. Un lavoro immane svolto con senso di abnegazione. «In totale - riprende Graceffa - siamo una quarantina ma gli uomini operativi sono 18 ed il territorio da controllare è di circa 250mila ettari». «Forse basterebbe guardarsi intorno per accorgersi che siamo troppo pochi - dice Graceffa - basta cioè vedere il fenomeno delle discariche abusive, del bracconaggio, dell'abusivismo edilizio». Forse non tutti sanno che la polizia ambientale forestale oltre alle canoniche mansioni di tutela del nostro patrimonio naturale, paesaggistico e faunistico, ha anche competenze delicate come quella nel campo della sicurezza agro-alimentare. «E come se non bastasse - incalza Graceffa - con la recente ordinanza detta antiborsoni, veniamo impiegati nel controllo e nella repressione di fenomeni di contraffazione delle merci o di abusivismo commerciale, controllo che effettuiamo in Piazza dei Miracoli nei giorni di domenica». Come dire che se due agenti della forestale stanno al Duomo, una considerevole porzione di territorio pisano viene presumibilmente lasciato senza un serio e professionale controllo fatto dalle guardie forestali che nonostante la lamentata carenza di organico, fanno di tutto per garantire la sicurezza ed i controlli. «Facciamo di tutto ma per un servizio ottimale - dice Graceffa - ci vorrebbe il doppio degli uomini visto che siamo al limite del numero legale di garanzia delle attività». Le problematiche lamentate dal Sapaf riguardano anche la difficile manutenzione dei mezzi «che sono sempre più vecchi».