Da un convegno l'idea di città come museo diffuso «Pisa come un distretto culturale, un museo "diffuso" che integri piazza del Duomo, i lungarni, fino al nuovo spazio espositivo di San Michele degli Scalzi. E in cui la cultura diventi un volano per l'intera economia locale». A lanciare quest'idea, suggestiva quanto ambiziosa, è stato Giovanni Padroni, docente della nostra università, nella tavola rotonda che si è tenuta ieri mattina a Palazzo Gambacorti, in occasione della mostra di Joan Mirò. Titolo dell'incontro: «I beni culturali, artistici e ambientali come motore economico della città». A presiedere il vicesindaco Paolo Ghezzi. Pisa è «una piccola grande città» (come l'ha definita nella sua relazione l'assessore alla cultura Silvia Panichi) che ha diverse carte da giocare. C'è l'aeroporto, che con i suoi voli low-cost la mette in concorrenza con i musei di grandi città come Amsterdam, Londra, Parigi. Ma soprattutto può puntare su un indiscusso patrimonio culturale. Come far sì dunque che piazza dei Miracoli, dichiarata dall'Unesco sito patrimonio dell'umanità, possa produrre non solo cultura, ma anche ricchezza? «Il distretto culturale - ha spiegato il professor Padroni - è la base di partenza per raggiungere questo obiettivo». In Italia i precedenti non mancano: dal Sud Est della Sicilia al Veneto, dalla Baia di Napoli a Viterbo. «Per realizzare un progetto di questo tipo, è fondamentale una logica di network - ha continuato Padroni -. Occorre creare una filiera di interconnessione tra gestori dei beni artistici, gestori di servizi, infrastrutture, aziende locali. E mettere in piedi efficaci campagne mediatiche, un marketing adeguato. E poi bisogna puntare sull'economia immateriale, promuovere iniziative legate alle tradizioni, al folklore, agli spettacoli, alla musica, all'artigianato». Certo le difficoltà oggettive non mancano. «Un tempo i lungarni erano il salotto buono della città - ha ricordato Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio - oggi invece sono diventati un anello di viabilità, che rende problematico il loro inserimento in quello che vuole essere un museo diffuso». A proposito di logica di network, la vicepresidente del Parco di San Rossore, Elisabetta Norci, ha evidenziato che l'interscambio tra Parco e città è ancora molto carente. All'incontro hanno partecipato anche la consigliera comunale di Angers, Anne Lebeugle e il sindaco di Unna, Wener Kolter. Proprio Kolter ha ribadito come, al fine di progettare un intervento culturale ed economico, sia importante favorire il potenziamento del settore delle industrie culturali creative.