Ancora nubi sul Madre. Stavolta, però, la polemica dalla "querelle" sui debiti e sul "triangolo" Regione-Madre-Scabec si sposta sul direttore del museo d'arte moderna di via Settembrini. Sotto accusa, come tante altre volte è accaduto, in questi anni, Eduardo Cicelyn. "Casus belli" il suo stipendio. Una retribuzione da nababbi, secondo quanto afferma il consigliere comunale del Pdl, Raffaele Ambrosino. Dura la replica del numero uno del Madre che minaccia azioni legali ai danni di Ambrosino. «In questo contesto, cui si aggiunge la crisi economica generale commenta l'esponente di centrodestra è particolarmente inaccettabile che il direttore di questo Museo percepisca una retribuzione di ben 160mila euro all'anno più un congruo rimborso spese. La stessa cifra che percepisce il direttore generale del ministero dei Beni culturali. Tutto ciò, incredibilmente, attraverso un contratto a tempo indeterminato ad assunzione diretta. Basti pensare, ad esempio, che il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che custodisce il più ricco e pregevole patrimonio di opere d'arte e manufatti di interesse archeologico in Italia, percepisce appena 1.763 euro al mese e solo dopo aver attraversato le strette maglie di selezione di un concorso pubblico. Farebbe bene la fondazione Donnaregina, magari su richiesta dello stesso direttore, che dovremo tenerci a vita, a presentare un efficace piano di risparmio economico che parta proprio da un congruo taglio di indennità e compensi». Piuttosto infastidito Cicelyn nega ogni cosa. «Ho già querelato per diffamazione Ambrosino replica così come ho querelato Pepe. Sono dipendente di una struttura privata. Il Cda del Madre potrà licenziarmi se vorrà, non mi interessa ciò che dice un consigliere sconosciuto, non voglio entrare in questi discorsi da bar sport, discuto di idee». Comunque, il numero uno del Madre, pur senza precisare l'entità esatta dei soldi che annualmente percepisce ci tiene a chiarire che il suo stipendio è inferiore ai 160mila euro all'anno. «Voglio sapere quanto guadagna l'assessore Miraglia passa al contrattacco Cicelyn e qual è il suo apporto alla Cultura. Prima del mio arrivo il Madre non esisteva nemmeno. Purtroppo il male di questa città è che è ossessionata dalla camorra e anche i politici operano seguendo logiche deviate. Il clan vincente deve sopraffare e fare piazza pulita del perdente, senza badare troppo a quanto si è costruito in questi anni». Intanto, c'è stato il tanto atteso vertice tra i sindacati e l'assessore Miraglia con garanzie sul futuro dei lavoratori e sull'interesse dell'attuale Giunta di Palazzo Santa Lucia nel voler «proteggere l'intero settore». Sulla questione interviene anche lo stesso Ambrosino sostenendo che il museo Madre non deve chiudere. «Fanno bene afferma il consigliere del Pdl - però gli assessori regionali Caterina Miraglia e Giuseppe De Mita ad affermare che la cultura è una risorsa per tutti, quindi anche per gli altri musei campani che meritano le dovute attenzioni, sopratutto di tipo economico. L'arte va salvaguardata, può e deve essere la cifra della nostra città, leva dell'offerta turistica per attirare flussi sempre maggiori di visitatori. Il disastro economico ereditato alla Regione dalla precedente amministrazione di centrosinistra impone scelte responsabili». E sulle querele di Cicelyn risponde: «Sono medaglie al valore».