Riportare Firenze al centro del dibattito culturale internazionale. Guardare al patrimonio artistico come a un reale volano di sviluppo. Mettere insieme la green e la gold economy, coniugando tutela e valorizzazione dell'ambiente e dei beni culturali: dall'enogastronomia alla moda, dall'artigianato di qualità al settore dei restauri. Non sarà un nuovo Rinascimento, ma la sfida che Giovanni Gentile ha deciso di giocare con «Florens 2010», la settimana internazionale dei beni culturali e ambientali in programma dal n al 20 novembre nel capoluogo toscano e nei comuni dell'area metropolitana (Fiesole, Scandicci, Bagno a Ripoli, Campi), si basa sulla convinzione che in questo campo Firenze abbia delle buone carte da giocare. Quello presentato ieri a Milano nella sede di Intesa Sanpaolo, insomma, è un vero e proprio progetto di politica industriale. Gentile, 72 anni, presidente degli industriali fiorentini e leader della casa editrice Licosa-Sansoni-Le Lettere (il nonno, omonimo, era il filosofo ucciso dai partigiani nel '44, ministro dell'Istruzione del primo governo "Mussolini), ha cominciato a lavorare all'idea due anni fa, affiancando a Confindustria Firenze come partner promotori dell'iniziativa Intesa Sanpaolo, Banca Cr Firenze (gruppo Intesa Sanpaolo) e Cna Firenze. II gruppo bancario milanese è anche main sponsor di «Florens 2010», che avrà una programmazione biennale. Niccolò Manetti, imprenditore del settore orafo, è il project manager, mentre la direzione artistica è stata affidata a Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano. Questa prima edizione, con l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, ha per tema: «Valorizzazione e re-interpretazione». «Vogliamo riflettere sulle ragioni e la necessità del cambiamento, proponendo un modello innovativo di golden economy per la valorizzazione industriale dei beni culturali e ambientali», spiega Gentile. «Firenze e la Toscana - aggiunge - rappresentano la sede ideale per la nascita di un laboratorio globale sul tema». Il programma della settimana, illustrato oltre che da Gentile e Rampello, dal segretario generale del Mibac, Roberto Cecchi, dall'assessore alla Cultura della Toscana, Cristina Scaletti, e da Daniela Bianco di The European House Ambrosetti, prevede 30 convegni, 10 mostre, 150 eventi, tra cui la tavola rotonda «L'arte a portata di mano» organizzata dal National Geographic, e un Forum internazionale che proporrà i risultati dello studio strategico sull'economia dei beni culturali e ambientali, realizzato da Ambrosetti. Il concetto di cultura cambia a seconda del paese: l'enogastronomia è sinonimo di cultura per il 50 degli inglesi- in base alle prime anticipazioni dello studio - così come lo è la musica per il 33 degli americani, contro 1118 degli italiani. Il nostro paese si piazza al quarto posto nel contesto internazionale come potenzialità del settore culturale e creativo (dopo Stati Uniti, Regno Unito e Francia). Tra le regioni d'Italia, guidano la classifica Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Toscana. «Ma Firenze e il suo territorio - dice Gentile - grazie alla tradizione e alle eccellenze manifatturiere e di ricerca in questo campo, possono diventare trainanti».