«Florens 2010» dal 12 al 20 novembre Dalla green alla golden economy, con la convinzione che i beni culturali possano diventare una nuova strategia di crescita, che incrementa il Pil, genera ricchezza e prestigio, dando nuova linfa a tutto il sistema del made in Italy, lungo una vera e propria filiera produttiva. E' questo lo spirito del «Florens 2010», un progetto non a caso promosso da Confindustria Firenze, in programma dal 12 al 20 novembre. Una scommessa da due milioni e mezzo di euro, a cui partecipano Cna Firenze e Intesa Sanpaolo, Banca Cassa di Risparmio di Firenze, con il supporto e la collaborazione di tutte le istituzioni, sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio dei ministeri per i Beni culturali, gli affari esteri e dell'ambiente. E ancora la Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze e l'Unesco. Tutti insieme, con un parterre di personalità del mondo della cultura internazionale, per fare di Firenze una «Davos della cultura». Nove giorni durante i quali tutta la città con i suoi palazzi, le sue piazze e i suoi monumenti sarà il palcoscenico per 30 convegni, 10 mostre, 150 eventi tra workshop, concerti, rappresentazioni storiche, lectio, dialoghi e riflessioni scientifico-culturali rivolti sì agli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto al grande pubblico. Infine un forum internazionale per discutere sui modelli innovativi della «valorizzazione industriale del giacimento di beni culturali e ambientali», con 70 relatori da 20 nazioni. In sintesi, un confronto su come trasformare in «moneta corrente» l'immenso patrimonio a disposizione, sapendo che il primo passo è proprio la salvaguardia del patrimonio stesso. Un modello per Firenze, la Toscana, ma anche per l'intero Paese. Per questo è stato chiesto all'European House-Ambrosetti uno «studio strategico» per calcolare l'apporto alla crescita economica e occupazionale che possono arrivare da un diverso sfruttamento dei beni culturali. II calendario del «Florens 2010» Florens alla latina, fiorente è stato presentato ieri a Milano dal presidente di Confindustria Firenze Giovanni Gentile, dal direttore artistico dell'evento Davide Rampello (presidente della Triennale di Milano), e alla presenza del segretario generale del ministero dei beni culturali Roberto Lecchi. Il tema che guida la manifestazione recita «La valorizzazione è reinterpretazione», e questo è diventato lo spunto per una serie di eventi di grande suggestione che si alterneranno nel corso del Florens, che dopo questa prima edizione avrà cadenza biennale. Come ad esempio il 13 novembre con la trasformazione di Piazza del Duomo in un enorme prato verde, d'erba vera, per rievocare il miracolo di San Zanobi, quando al passaggio della sua salma rifiorì in pieno inverno un albero davanti al Battistero. Di grande effetto anche la messa in scena del dibattito sulla collocazione del David avvenuto nel 1504, all'indomani della consegna da parte di Michelangelo della sua celeberrima scultura. La disputa fra gli artisti e intellettuali dell'epoca, fra cui Leonardo e Botticelli, sarà ricordata con una copia esatta dell'eroe biblico in vetroresina e polvere di marmo, a grandezza naturale, che verrà collocata su uno sprone del Duomo, sotto la Loggia dei Lanzi in piazza Signoria, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio e in altri punti della città, per ricostruire i luoghi dell'antica querelle. «Presentiamo un progetto che riguarda lo sviluppo del Paese ha detto. Giovanni Gentile , perché vediamo l'economia dei beni culturali come un nuovo motore di crescita, un nuovo paradigma produttivo vincente». II calendario completo su www.florens2010.com