ROMA -- Il ministro Bondi «si dimetta» e stupore per le dichiarazioni di Giampaolo Letta. Sono due degli elementi principali espressi in una lunga nota del movimento dei Centoautori (di cui è presidente Stefano Rulli), che riunisce sceneggiatori e registi del cinema italiano: «Non possiamo fare a meno di rilevare ancora una volta l'inadeguatezza e la contraddittorietà del comportamento del ministro Bondi nel tutelare le prerogative di un settore strategico come il cinema. Dopo aver infatti per mesi aggredito il cinema italiano e dopo aver nonostante questo garantito il rinnovo del finanziamento del tax credit e del tax shelter (strumenti per la defiscalizzazione dell'investimento, ndr), nel momento in cui è stato clamorosamente smentito dal suo governo, il ministro si è visto costretto a pietire l'appoggio di quelle categorie con le quali aveva sempre rifiutato di confrontarsi Per questo ancora una volta ci vediamo confermati nella convinzione che il ministro Bondi non sia persona all'altezza del suo incarico e ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni». Replica il ministro Bondi: "E singolare che i Centoautori chiedano le mie dimissioni, nel momento stesso in cui mi sto impegnando per garantire l'approvazione di un decreto che preveda il rifinanziamento delle misure fiscali a favore del cinema e nuove norme più trasparenti per assegnare i contributi alle istituzioni culturali E anche questo un segno dei tempi». Nel mirino del movimento anche Giampaolo Letta amministratore delegato di Medusa e vicepresidente Anica che aveva detto che proprio a causa degli autori «spesso a livello di comunicazione il cinema è' considerato un mondo di privilegiati»: «È con una certa sorpresa che apprendiamo di on essere parte del settore cinema e " anzi di essere considerati (senza distinzioni) dei parassiti non solo da alcuni ministri di questo governo ma dai nostri stessi produttori».