La dimora del Seicento è in stato di abbandono e in liquidazione PORCARI. Salviamo villa Grassini. A lanciare l'appello è il sindaco Alberto Baccini che si dice disposto a sostenere un intervento di recupero della splendida dimora storica del Seicento, che si trova in stato di abbandono, dopo il restauro effettuato nel 2002 dagli ex proprietari. Poi la villa, alla quale qualche mese fa si era interessato Vittorio Sgarbi, è andata in malora ed è stata messa in liquidazione. Attualmente è affidata al curatore fallimentare che dovrà deciderne le sorti. Baccini auspica che un acquirente si faccia avanti per comprarla, per poi di concerto con l'amministrazione comunale dare vita ad un progetto di recupero e valorizzazione. Una villa rimessa a nuovo, ma incolta, circondata da erba alta. «Il mio è un appello alle istituzioni, alle fondazioni bancarie e al mondo imprenditoriale affinché non sia abbandonata una villa così bella e storica - dice il primo cittadino -. L'amministrazione comunale nell'ottica di una tutela di questo "monumento" è disposta a valutare una possibile destinazione di recupero, purché sia mantenuta la sua integrità architettonica. «L'ambiente è di pregio e la costruzione è stata restaurata qualche anno fa - dice ancopra il sindaco di Porcari -. Al suo interno è completamente cablata. Insomma, c'è tutto. Potrebbe essere il luogo ideale per ospitare un centro congressi, una scuola di alta formazione, ma anche matrimoni e cerimonie. Sarebbe bello se potesse diventare una delle location in occasione delle celebrazioni nel 2013 del centenario della nascita del comune di Porcari». L'edificio è stato di proprietà della società Domus Medicea che in seguito ha deciso di disfarsene. Da fonti ben informate il valore dell'immobile è di circa 2,5 milioni di euro. Un prezzo quindi abbordabile per una villa di pregio e di grande valenza storica. Senza un intervento si rischia però un ulteriore degrado. Sarebbe davvero un delitto vedere una costruzione così bella andare del tutto in rovina. Il sindaco spera vivamente di evitare questa sciagurata ipotesi. «C'è un gioiello della Piana che deve tornare a splendere, anche per il forte legame col territorio» afferma Baccini, il quale si dice disponibile a valutare anche una società a capitale misto pubblico-privato. «Il patto di stabilità ci impedisce di investire, come purtroppo abbiamo più volte denunciato pubblicamente, ma il Comune farà la sua parte». All'appello del sindaco si unisce anche la capogruppo del Partito democratico, Maria Teresa Battaglia. La villa, una volta riportata al suo antico splendore, potrebbe essere anche inserita nella Rete del Verde, il progetto di valorizzazione delle dimore storiche della Lucchesia. Una bella iniziativa, il cui comune trainante è Capannori. Un'idea che non dispiacerebbe al sindaco Baccini che vede con favore questa iniziativa.