Nuovo assessore ai Beni culturali e nuovo corso. Va bene la tutela dei siti archeologici, dei monumenti e del paesaggio - ha detto Alessandro Pagano ai soprintendenti -, «ma senza forme indebite di condizionamento dello sviluppo». Pagano traccia una sorta di decalogo: «E' giusto dare forza alla politica di valorizzazione quando è retta da precisi contenuti culturali e morali, senza i quali però la valorizzazione diventa l'occasione per organizzare episodi privi di criterio, quali gli anni dedicati indifferentemente all'archeologia o al paesaggio, mostre di bidoni d'acqua proposti come opere d'arte, oppure studi a supporto di piani regionali del colore, quasi che la salvezza dei beni ambientali sia solo un fatto cromatico. I! prossimo non sarà l'"anno de! paesaggio", ben un anno in cui si lavorerà tutti insieme, nell'interesse di tutti i cittadini, che guardano ai beni culturali siciliani con amore e affetto, che debbono rispettare il patrimonio culturale, ma debbono anche essere rispettati nei loro diritti e nelle loro aspettative». E poi un'altra tirata di giacchetta: «Le cautele verso la valorizzazione non significano che questa amministrazione debba vivere di sola tutela, né che di tutela essa debba morire. Le critiche alle Soprintendenze spesso sono frutto di equivoci o di mancanza di comunicazione, ma è chiaro che una norma, come quella sui commissariamenti degli uffici che ritardano a rilasciare i pareri, non nasce e non si applica se non ci sono ragioni effettive che la giustificano». Presto con una circolare alle Soprintendenze saranno rappresentate le corrette modalità di applicazione del codice dei beni culturali in Sicilia e saranno esposte le linee guida per verificare oggi l'interesse rivestito dai beni che costituiscono il demanio culturale. «Troppe leggi - ha aggiunto l'assessore - fanno gravare sulle soprintendenze un numero esorbitante di compiti e oneri: il governo nazionale con il nuovo codice dei beni culturali ha reso un forte contributo in termini di chiarezza e semplificazione, ma il quadro in cui si opera in Sicilia è reso più complesso per la presenza di vari atti che la Regione ha emanato nel corso degli anni e che debbono essere anch'esse riviste, riordinate e semplificate. Si interverrà per cercare di correggere questo limite strutturale, ma molto deve essere fatto dai soggetti principali, e cioè proprio dai soprintendenti, i quali debbono delegare il lavoro ai vari servizi, coordinandone gli apporti tecnici, ma senza mai prevaricare e rispettando i programmi fissati dall'assessore senza esprimere apprezzamenti in termini politici della realtà territoriale». In sostanza l'assessore regionale Alessandro Pagano chiede che le Soprintendenze tutelino i beni archeologici e ambientali, ma siano anche al servizio dei cittadini e strumento di valorizzazione e sviluppo del territorio.
Sicilia. Pagano: Ecco il nuovo corso dei beni culturali
L'assessore regionale Alessandro Pagano ha espresso la sua posizione sulla tutela dei beni culturali e ambientali in Sicilia. Ha sottolineato l'importanza della tutela dei siti archeologici, dei monumenti e del paesaggio, ma ha anche evidenziato la necessità di evitare forme indebite di condizionamento dello sviluppo. Pagano ha tracciato una sorta di decalogo per la valorizzazione dei beni culturali, sottolineando l'importanza della politica di valorizzazione retta da contenuti culturali e morali. Ha anche criticato le cautele verso la valorizzazione che spesso sono frutto di equivoci o di mancanza di comunicazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo