Il contratto "disdetto" dal Comune con la Impredcost, società che nel frattempo è diventata Grandi Progetti srl, riguarda solo il Nettuno e il monumento del Popolano, in piazza VIII Agosto, ai piedi della Montagnola. Se nel secondo caso sono i lavori di risistemazione dellarea che non permettono lintervento, per la scultura in bronzo del Giambologna manca «il progetto esecutivo dellintervento di restauro e il relativo nulla osta della Soprintendenza». «La Impredcost non è società specializzata in restauro, si poneva come intermediario indicato dal Ministero per gestire costi e sponsorizzazioni - spiega Morigi - noi, che eravamo segnalati dalla Soprintendenza per lintervento fatto ormai ventanni fa, non riuscivamo ad accordarci perché ci sono delle specifiche tecniche che richiedono molta cura. Ormai le concrezioni di calcare sono molto evidenti e le stuccature hanno ceduto, non si tratta più di una semplice manutenzione ma di un nuovo restauro. La Soprintendenza chiese un supplemento di documentazione allimpresa di Napoli, oggi la revoca di quella convenzione permette di guardare ad uno sponsor "puro" che ci dà buone speranze. In questo caso lazienda finanzia direttamente i lavori per farsi pubblicità in città e per il Comune è più semplice». Oltre a questa operazione nel Piano dei lavori pubblici del Comune è previsto un intervento da 400mila euro, da metà dellanno prossimo fino al 2012, per «un intervento strutturale su sostegno, sottosuolo e vasca». I monumenti a Galvani e Carducci restano invece alla società partenopea, oggetto di polemiche in molte città proprio per questo «maxi accordo» nazionale del 2007 che le affidava i restauri dei più importanti monumenti.
REVOCATO IL RESTAURO MA PER IL NETTUNO È UN BENE
Il Comune di Nettuno ha revocato il contratto con la Impredcost srl, società che gestiva i restauri dei monumenti del Popolano e Galvani, a causa della mancanza di progetto esecutivo per il restauro della scultura del Giambologna. La società non era specializzata nel restauro e non aveva le specifiche tecniche richieste. La Soprintendenza aveva richiesto un supplemento di documentazione all'impresa di Napoli, ma la revoca del contratto permette di guardare ad uno sponsor "puro" che ha finanziato i lavori. Il Comune ha previsto un intervento da 400mila euro per il restauro strutturale e sottosuolo del monumento del Popolano.
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